Stazione con grattacieli? Decisione a gennaio
I nodi dell’urbanistica e la tenuta della maggioranza: la grande opera ferroviaria, il centro commerciale alla ex Malerba e la Skf
Conto alla rovescia per la stazione unica di Varese. La decisione più importante – almeno dal punto di vista dell’immagine – , secondo il crono programma dei lavori preparatori, è attesa entro la fine di gennaio. E all’assessorato all’Urbanistica stanno in questi giorni preparando tutte le carte. Il punto è quello che più appassiona i varesini, e cioè, come volete il nuovo quartiere della stazione? Con grattaceli alti 30 piani, con palazzetti alti massimo otto piani, oppure una via di mezzo? Liscia, gassata o ferrarelle? La decisione deve essere espressa dal «collegio di vigilanza» dell’accordo di programma, detto in parole povere dal parlamentino dei cinque enti coinvolti il Comune di Varese, la Provincia, la Regione – che è il regista – Rfi e Ferrovie Nord. Il Comune, con la giunta, deve esprimere un orientamento, che sarà poi portata nella riunione a cinque. E’ facile supporre che la decisione di palazzo Estense sarà quella vincolante, visto che il Comune è l’unico ente che deve rispondere ai cittadini, affrontando la predisposizione della variante. L’approvazione in consiglio comunale è prevista nella tabella di marcia nel settembre 2008, nel febbraio 2009 la gara internazionale alla quale sono invitati architetti di fama e immobiliari internazionali, a fine 2009 ci sarà l’aggiudicazione. Fine lavori 2012.
Ma il nuovo anno porta con se’ altri due nodi fondamentali per l’urbanistica varesina. Prima di tutto la ex Malerba di via Gasparotto, che prevede anche il finanziamento di due terzi della bretella Gasparotto Borri, a carico del privato. Com’è noto, in quell’area sorgerà un centro commerciale, 9mila metri quadri di superficie per circa 5mila di commerciale. Palazzo Estense non sa ufficialmente chi debba occupare l’area, dato che il privato che conduce l’affare è una immobiliare, ma alcune voci parlano di uno sviluppatore di aree commerciali che solitamente lavora per Esselunga, anche se altre indiscrezioni tirano in ballo operatori spagnoli. Il terzo nodo da sciogliere è quella della Skf, la fabbrica di Masnago, accanto allo stadio, che è destinato a diventare, a sua volta, un’area commerciale. Tre interventi che sono anche politicamente importanti, e che prima di arrivare al voto necessitano una verifica della tenuta della maggioranza. In questo momento per nulla scontata.
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