Un cantiere da record: 210 violazioni solo per la sicurezza
L'operazione di questa mattina è stata organizzata da Roma per dare un segnale forte ad una Provincia diventata "maglia nera" per i morti sul lavoro
Un segnale forte contro chi non prende sul serio, ma molto sul serio, le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. C’è questa precisa volontà dietro i controlli che questa mattina, 19 dicembre, hanno portato al sequestro del cantiere di Villa Macchi. In verità i cantieri controllati sono due, adiacenti ma affidati a committenti diversi: mentre quello più ampio, a sinistra dell’ingresso, è caduto nella rete del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Varese, quello a destra, una palazzina già in gran parte ultimata, è apparso nettamente più rispettoso delle normative, cavandosela con qualche infrazione minore (praticamente un punto di merito, visto lo stato del settore edile).
Tutt’altra situazione dall’altro lato del viale d’accesso da via Zappellini. Il cantiere sequestrato, di grandi dimensioni, ha visto registrare non meno di 210 differenti violazioni solo in materia di sicurezza: e questo senza contare quelle in materia di subappalti e lavoro nero, che devono ancora essere quantificate. I carabinieri confermano di aver trovato sul posto, tra i 14 lavoratori impegnati, tre stranieri clandestini, ultimo anello della catena della riduzione dei costi che si esprime con la pratica, universalmente diffusa, dei subappalti. La ditta cui erano affidati i lavori, secondo quanto dichiara il cartello, era la Vesta di Biella. Contattata da Varesenews, si è attenuta ad un prudente no comment in attesa degli sviluppi.
A dimostrazione del fatto che si è di fronte ad un problema di mentalità anche dei lavoratori, oltre che di rincorsa verso il basso fra aziende quanto a costi e garanzie contrattuali, gli operai, pur riconoscendo alcuni concetti base si lamentavano dell’intoppo occorso con il controllo e il sequestro: «Questi non ci fanno lavorare più. Infortuni? Possono capitare anche a chi va in macchina…».
Il controllo di questa mattina ha visto la presenza su posto del maresciallo capo Andrea Cannella, comandante del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Varese. Il nucleo dipende funzionalmente dalla Direzione provinciale del Lavoro dei Varese e gerarchicamente dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro di Roma: a sottolineare l’importanza dell’operazione, coordinata a livello centrale, era presente sul posto anche il colonnello vicecomandante del citato Comando carabinieri tutela lavoro. Un’operazione studiata a Roma, perchè Varese è diventata ormai, per ammissione degli interessati, una "maglia nera" della sicurezza sul lavoro, soprattutto in ambito edile. Concetto tanto più vero dopo le recentissime tragedie di Caravate e Lozza.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.