Il Luinese come il Trentino? Arrivano i frutteti
Comunità montana dà il via ad un corso di frutticoltura con tanto di frutteto sperimentale. Così si vuole stimolare la produzione agricola locale
Mele, pere, pesche di Luino. Alto Varesotto come il Trentino? Comunità montana del Luinese sta portando avanti un nuovo progetto che ha riscosso un notevole successo di pubblico. Cinquanta persone, infatti, parteciperanno dal 18 gennaio prossimo ad un corso di frutticoltura pratica che avrà luogo presso l’aula magna del Cfp di Luino. Lanciato durante Mipam 2007 dall’Assessorato all’Agricoltura di Ido Locatelli con il coordinamento dell’Assessore Giovanni Corbellini rappresenta una novità interessante nel panorama agricolo varesino. Le lezioni teoriche si svolgeranno la sera dalle 20.30 alle 22.30 e tratteranno diversi temi quali "potatura di allevamento e produzione", "conoscenza del terreno, impianto del frutteto, sistemi di conduzione", "malattie delle piante da frutto". Le lezioni pratiche si terranno durante i fine settimana (indicativamente nelle giornate di sabato) e verteranno su argomenti quali "potatura in campo" , "l‘impianto del frutteto", "il diradamento dei frutticini", "la potatura verde", "la raccolta delle pomacee".
La novità più importante e più tangibile è, però, l’avvio di un vero e proprio frutteto che servirà da campo pratico per il corso e da base per una nuova attività che sorgerà sotto l’egida dell’ente. Oltre al ciclo di lezioni, Il consiglio direttivo della Comunità Montana ha avviato un progetto per la realizzazione di un impianto di "Frutteto Sperimentale Didattico" da 1.500 mq, situato a Germignaga da utilizzare quale aula all’ aperto, a supporto di tutte le attivita’, gia’ definite o ancora da delineare. La scelta e’ caduta su un’ area verde tra la Scuola media e la via Ai Ronchi, a monte della struttura in uso alla Protezione Civile.
Nell’area, che sara’ servita con accesso proprio, e’ previsto il graduale impianto di circa 150 piante di specie diverse, con una quindicina di forme di allevamento. Le tecniche di impianto saranno improntate a criteri didattici e non produttivi, con strutture antigrandine ed adeguati impianti di irrigazione. Prevista anche una porzione dedicata all’ impianto di selvatici e di portainnesti finalizzati sia a lezioni sulle tecniche di innesto che al graduale recupero di significative varieta’ locali. Verranno infine poste a dimora diverse varieta’ di melo, pero, pesco, susino, ciliegio, vite, ulivo oltre a frutti "minori", quali caco, azzeruolo, corniolo, giuggiolo, cotogno, nespolo, fico, mora, mirtillo e lampone.
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