Chi ha paura del kit che annulla l’Ecopass?

E' nata da due mesi ma è già agguerritissima: è la Fiaar, Federazione Italiana Autonoma Autoriparatori e Ricambisti. Che ha la sua sede nazionale a Varese e comincia con una battaglia per promuovere un sistema risparmioso

Lo sapevate che per entrare in Milano senza pagare l’ecopass non è necessario cambiare la macchina, ma semplicemente adeguarla con un kit che abbassa le emissioni delle polveri sottili? Probabilmente no. Del resto, fino a un mese fa l’aveste potuto nemmeno efficacemente installare: non avrebbe avuto valore legale. Eppure è un kit che in Germania ha la prestigiosa certificazione TUV da 4 anni.

Tutte queste cose non le sapete perchè non c’è volontà di farvele sapere: questo è almeno l’opinione della neonata Fiaar, Federazione Italiana Autonoma Autoriparatori e Ricambisti, che da due mesi a questa parte fa riferimento alla galassia Confesercenti.

Una associazione nazionale, che caso più unico che raro, ha la sua sede nazionale a Varese: perchè nata dalla necessità di “cantare fuori dal coro” di alcuni imprenditori della zona e del Piemonte. Gente che vende autoricambi o che ripara le macchine e che si sente strangolata “dalla scarsa voglia di informazione da parte delle case automobilistiche”.
«Del resto non ne sentono il bisogno: ogni prescrizione sulle auto euro 4 o euro 5 di fatto continua a far cambiare le macchine alle persone – spiega Paolo Longo, segretario della FIAAR – un sistema per gonfiare il pil e mantenere alta l’industria automobilistica, che in Italia ha rappressntanti significativi».

«Noi pensiamo però che sia più ecologico non buttare via le macchine e mettere a norma veicoli che ancora possono dare molto» spiega Emma Macchi, proprietaria con il marito di una azienda di autoricambi e preseidente nazionale pro tempore dell’associazione «Anche perchè il nostro lavoro non è bene che si estinugua: mentre a Varese da 12 i ricambisti si sono già ridotti a 5».

Per le case automobilistiche, invece il mercato dei ricambi è quello che produce maggiori utili: «La grande maggioranza» sottolinea Longo.
«Per questo informare i consumatori non è loro interesse, mentre è importante, non solo per noi ma anche per chi non è giusto che butti via macchine che possono ancora funzionare a lungo senza inquinare». Per questo la associazione chiama innanzitutto all’appello le associazioni di consumatori.

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Pubblicato il 26 Marzo 2008
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