Cimberio ultimissima: anche Scafati sbanca Masnago

Varese-Legea 76-82. Il peggior campionato della storia biancorossa termina con una sconfitta e con la contestazione a Bianchini. Si riparte da Ramagli

Se qualcuno covava ancora qualche speranza nella peggior squadra della Pallacanestro Varese in oltre sessant’anni di storia, il ritorno alla realtà è stato immediato. Era necessaria una vittoria con ben 26 punti di scarto alla Cimberio per conquistare il penultimo posto che avrebbe dato qualche speranza di ripescaggio in serie A1, invece i biancorossi hanno addirittura perso in casa (76-82) contro la Legea Scafati, diretta avversaria per la 17a piazza. Insomma, una stagione simile poteva solo terminare in questo modo, con un match che suggella ciò che è stato da ottobre a oggi.
Sugli spalti, tra la gente, i sentimenti forti non mancano: c’è chi ci ha sperato, chi non ha smesso di cantare, chi è venuto come a un funerale, chi ha sbragato insultando Bianchini (che a fine partita non partecipa alla conferenza stampa). Nell’emozione della partita tutto è valido, anche se è pure lecito chiedersi come mai l’unica porzione di società risparmiata dalla contestazione è quella che sta più in alto e tutto decide, ovvero la presidenza. Pagano, giustamente, alcuni giocatori e altre persone dello staff, ma non sarebbe corretto vedere in loro i soli colpevoli. Ora bisognerà ripartire, con in panchina Alessandro Ramagli. Una scelta importante e che apre larghi spiragli di sole: ne serviranno parecchi per affrontare una stagione di LegaDue da cui bisogna risalire immediatamente. Su questo siamo tutti d’accordo.

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COLPO D’OCCHIO – Ci sono oltre 2000 persone a Masnago per dare l’addio alla serie A1 della Pallacanestro Varese o, leggendo la partita con Scafati sotto un’altra ottica, per provare a spingere la Cimberio verso il +26 che vuol dire penultimo posto e speranze di ripescaggio. Tanti i bambini e i ragazzi sugli spalti: per loro la festa c’è comunque, ed è giusto così.

PALLA A DUE – Le formazioni sono quelle annunciate, con Varese identica alle ultime uscite anche per quel che riguarda il quintetto base e la Legea di Calvani che è priva del deludente Williams.

LA PARTITA – Scafati non è certo in gita a Masnago e lo dimostra subito, concedendo alla Cimberio un unico vantaggio nei primi 6’, subito rintuzzato. Lo stesso accade quando Holland e Lloreda infilano i punti del +4. Quando Bianchini inserisce Brown, dal pubblico arriva il solito uragano di fischi; nello stesso momento entra pure l’ex Babrauskas che infila due canestri pesanti. La prima pausa arriva sul 24 pari, con Holland a sbagliare due liberi. La partita prosegue in equilibrio con Melvin, fischiato quasi come Brown, che alterna buone cose ai soliti passaggi a vuoto. Si va al riposo con i campani avanti di 2 (42-44) e Wolkowyski che completa la collezione di stoppate rimbalzando il tentativo di Boscagin.

Dopo l’intervallo la Cimberio piazza un parziale di 8-0 (bene anche Brown!) che costringe Calvani al timeout. Chi invoca De Pol viene accontentato da Bianchini, ma il capitano è beffato prima da Wolkowyski, poi da Da Tome che rimettono Scafati in pista. L’argentino si prende il lusso di tirare uno stoppone pazzesco a Holland, che era alla ricerca della schiacciata da antologia.

IL FINALE – Dopo il minimo vantaggio interno del 30’ (58-56) Varese subisce 9 punti di fila e precipita nel punteggio, anche perché Holland stavolta è fuori partita (0/6 ai liberi) e ha la bella idea di tirare un pallone in tribuna per protesta, beccandosi un tecnico sacrosanto. Mentre la Legea guadagna terreno, tra spalti e campo va in onda il definitivo divorzio con Valerio Bianchini, con i fischi che si tramutano in insulti. Il risveglio di Delonte – in battaglia continua con Babrauskas – sui due lati del campo riporta la Cimberio a contatto (67-70) al 37’. Varese però non ne azzecca mezza a differenza di Hatten che riporta a +10 i gialloblù. I canestri di Holland e Galanda riaprono un minimo spiraglio, ma la tripla sul ferro di Brown è la degna conclusione della peggior stagione della storia varesina. Finisce 76-82, con qualche tifoso che nonostante tutto chiede la maglia-ricordo ai giocatori. D’altra parte esistono anche i musei dell’orrore.

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Pubblicato il 27 Aprile 2008
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