La Lega insiste: più voti, più posti

Il giorno dopo la vittoria, il carroccio si prepara a chiedere gli alleati maggiore spazio negli enti locali

La vittoria elettorale della Lega Nord rischia di cambiare molte cose sul territorio. Giancarlo Giorgetti conferma la richiesta di Roberto Castelli alla presidenza della Regione Lombardia. In Provincia i vertici confermano anche in questa giornata di riflessione post voto di volersi sedere al tavolo con il Pdl e aumentare il peso politico del carroccio (foto il segretario provinciale Rizzi). Per Stefano Candiani, responsabile degli enti locali, il punto in agenda è. “Approfondimenti per dare il giusto peso alle rappresentanze politiche”. La richiesta ha un fondamento: Dario Galli ha quasi confermato le percentuali di voto di Marco Reguzzoni. La Lega Nord guadagna il 7% in provincia (dal 22 al 29%), passa da 9 a 11 seggi. Gli accordi per gli assessori sono stati fatti prima che i numeri venissero sconvolti dalla rimonta dei leghisti e assegnavano 5 assessori al Pdl, 3 alle Lega, 1 all’Udc e 1 indipendente.
La richiesta di rivedere tutto è fisiologica dopo un risultato elettorale di questa portata, anche se dal Pdl rispondono picche: «Gli accordi sono stati già fatti» dice Nino Caianiello e così anche Aldo Simeoni, uno degli assessori uscenti di Villa Recalcati. Ma le ultime dichiarazioni di Fabio Rizzi, segretario provinciale e degli altri big leghisti, sono una spinta sull’acceleratore. C’è poi il risultato delle politiche: alla Camera, in provincia di Varese, il Pdl è sempre il primo partito e si attesta sul 34%, la Lega sale al 25%, mentre nel 2006 i primi facevano 37% (Fi+An) e i secondi 14%. Una riduzione delle distanze sostanziale, numerica e politica. Sempre alla camera, i termini assoluti, il Pdl in provincia è passato da circa 216.500 voti a 188.000 voti. La Lega, invece, nonostante la minore affluenza ai seggi, ha aumentato i voti da 83.600 e 137.200 circa.

Le conseguenze sono chiare a tutti, anche se in casa Pdl ci si affretta a spiegare che la Lega è andata bene ma la sostanza non cambia, perché gli uomini di Fini e Berlusconi rimangono il partito di maggioranza relativa, e perché l’alleanza deve rispettare accordi politici a monte,  che avevano già assegnato alla Lega la presidenza di Villa Recalcati nonostante Forza Italia fosse da anni il partito di riferimento dell’elettorato varesino.

Tutto vero, ma la politica è fatta di continue giravolte e l’effetto "Legalandia" potrebbe farsi sentire anche negli enti locali: in maniera minore a Gallarate città dei big di Forza Italia e An, dove il carroccio ha ricominciata a crescere dopo anni di arretramento, e a Busto Arsizio roccaforte di Forza Italia. Ma con più forza a Varese dove il segretario cittadino Fabio Binelli dice che non consentiranno più agli alleati di fare il tiro al bersaglio con il sindaco.  Chi si sente rinfrancato dai voti leghisti di questa tornata è proprio il sindaco di Varese, Attilio Fontana, convinto che il bailamme suscitato in giunta dalle pressioni di Forza Italia possa attenuarsi.

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Pubblicato il 16 Aprile 2008
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