Minori e violenza: un binomio socialmente pericoloso

Ultimo appuntamento del ciclo di incontri "Informasalute" organizzato dall'amministrazione comunale. L'appuntamento è venerdì 11 aprile nell'aula Bussolati della Liuc

È dedicata al tema dei minori e della criminalità minorile l’ultima serata del ciclo di incontri “INFORMASALUTE” organizzato dall’Amministrazione Comunale di Castellanza, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, l’Istituto Clinico Mater Domini, MultiMedica, Asl di Varese e Università Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza.

 

L’incontro aperto alla popolazione, dedicato la tema “MINORI: AUTORI E VITTIME DI REATO  ha l’obiettivo di affrontare l’argomento dei minori che entrano nel circuito della giustizia, perché autori di reato o perché vittime. In termini sociali il problema assume due valenze sostanzialmente diverse: riabilitativa per gli autori di reato e riparativa per le vittime. Per i primi il problema maggiore consiste nello sviluppare nei soggetti la consapevolezza della gravità dell’atto compiuto, la responsabilizzazione dell’azione attuata e la necessità di una forma di risarcimento alla persona oggetto del reato. Per i secondi è necessario, invece, favorire lo sviluppo dell’autostima che attraverso le continue aggressioni è venuta a mancare, si è sbriciolata e il risarcimento, anche in forma simbolica, diventa cruciale nell’avviare il processo di individuazione, di recupero della stima di sé.

All’incontro saranno presenti il Dottor Lucas Maria Gutierrez, Direttore Sociale di ASL sede di Varese, il dottor Giovanni Delpero Responsabile Unità Operativa Erogazione Prestazioni Servizio attività alla persona di ASL sede di Varese, l’Avvocato Prof. Mario Zanchetti, Preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza.

Per la società civile è fondamentale sostenere i giovani e addestrarli ad una forma di rispetto dell’altro come strumento di crescita dell’individuo, del gruppo e della comunità in cui è inserito, in cui vive. Questo porta necessariamente a riconoscere nei genitori, nella famiglia la responsabilità della crescita armonica della persona attenta all’altro. Altri soggetti responsabili da un punto di vista educativo sono la scuola e le associazioni a cui i ragazzi si riferiscono e dove trascorrono il tempo libero. Anche i media dovrebbero avere una valenza educativa e trasmettere messaggi positivi e di rispetto dell’altro, ma spesso non è così.

Alla luce di queste considerazioni sembra evidente che un approccio, perché sia efficace, deve prevedere il coinvolgimento di tutte le forze e le istituzioni sociali in un progetto ad ampio respiro per costruire una rete di soggetti che, ciascuno per le proprie competenze, possa intervenire nel percorso di individuazione della persona che, da bambino “selvaggio”,  diventa un adulto con il senso civico dell’accettazione e del rispetto dell’altro per una cultura dell’accettazione delle differenze.

 

L’ASL si occupa di coordinare gli interventi che vengono messi in atto dai diversi soggetti coinvolti affinché sia garantito ai minori un percorso di sostegno o riabilitativo, a seconda dei casi.

 

Nel corso di questi ultimi anni si è verificato, infatti, un radicale mutamento del fenomeno della criminalità minorile: rispetto a quello che pareva essere l’unico precedente modello, costituito dalla devianza tradizionale, quella dei minori cresciuti in istituti o in quartieri degradati, con famiglie incapaci di educare, il malessere giovanile si presenta oggi come una pluralità di devianze (quella dei ragazzi della mafia e quella dei ragazzi stranieri da un lato; e poi il cosiddetto “malessere del benessere”, bullismo, ultras e naziskin, dall’altro). In tema, una recente analisi statistica condotta sulla realtà minorile nel distretto di Castellanza ha mostrato le peculiarità del fenomeno esaminato nella nostra area e permesso un raffronto con altre significative realtà. Al fine di un pieno recupero del minore, è altresì previsto dalla legge il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati nell’erogazione di servizi sociali: i Comuni, le Regioni e lo Stato sono infatti chiamati a coinvolgere nella programmazione di piani di recupero anche il Terzo settore o il settore no profit.

 

L’incontro che si svolgerà venerdi’ 11 aprile alle ore 21,00 nell’aula Bussolati dell’università Carlo Cattaneo della Liuc, è libero e gratuito.     

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Pubblicato il 10 Aprile 2008
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