Sequestro De Micheli, il radar rivela: scavate qui

La procura inizia la fase decisiva delle ricerche dei resti dell'imprenditore. Grigo: "E' solo un tentativo, ma è doveroso provarci"

Sono alla stretta finale, gli scavi per recuperare i resti di Tullio De Micheli, l’imprenditore sequestrato nel 1975 e mai ritrovato. La procura di Varese ha riaperto il caso un anno fa e da tempo le ricerche sono concertate tra Cerro Maggiore e Legnano, in un campo di proprietà di un convento che, secondo le rivelazioni di un pentito, potrebbe essere il luogo dove venne nascosto il corpo senza vita del sequestrato.

La Procura ha condotto una serie di rilevazioni, nei mesi scorsi, grazie all’ausilio di un georadar, un apparecchio che senza entrare nel terreno riesce a rilevare se vi siano stati movimenti di terra più o meno recenti. Una relazione tecnica ha indicato in un fazzoletto di terra ridotto, il punto in cui si è verificato un consistente movimento di terreno e ora, pur con la massima prudenza, gli inquirenti si apprestano a iniziare uno scavo  manuale, qualcosa di simile agli interventi archeologici che si effettuano sulle rovine greche e romane.

Un intervento del genere venne realizzato all’epoca dell’inchiesta sulle “Bestie di Satana”, quando per dieci giorni i carabinieri di Varese lavorarono per cercare il luogo dove furono nascosti i corpi di Fabio Tollis e Chiara Marino. Ma la speranza che quel punto, sia proprio quello dove fu sepolto l’imprenditore De Micheli sono tutte da verificare. La Procura, tuttavia, ha riaperto il fascicolo con la speranza di arrivare a una conclusione e ritiene doveroso fare un tentativo.

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Pubblicato il 23 Aprile 2008
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