Un malato è pur sempre una persona
L'amaro sfogo di un paziente oncologico, per le cure "senza umanità" ricevute. Una sensazione a cui tenta di dare risposte Varese per l'oncologia, che lunedì festeggia i quattro anni di attività
"Buongiorno Direttore,
vorrei dare voce alle delusioni, alle frustrazioni che provo, al
senso di solitudine in cui lasciano le persone dopo i cicli previsti di
radioterapia nel nostro ospedale di Varese.
Non critico il lavoro di medici e infermieri, critico il modo di
vedere, la mentalità trasmessa quasi a dire "dovresti solo ringraziare
per averti curato un tumore"…ma il resto dove è? ci sono trattamenti
in zone particolarmente delicate come la gola che comportano
cambiamenti profondi delle abitudini esistenti, ti lasciano senza darti
una benchè minima spiegazione o informazione, chiedi visita? ok
preparati a dover chiedere tutto nei cinque minuti che hai a
disposizione, per sentirti dire che hai a disposizione solo cure
"pagliative". Mi dispiace vedere queste cose, ho provato a chiedere di
più, mi sono arresa e ho chiesto una visita in privato. Mi creda tutta
un’altra cosa. Le soluzioni per migliorare, per quanto possibile, la
qualità della vita a volte ci sono e sono a portata di tutti. Dico
questo perchè purtroppo credo che a molti di noi toccherà in prima
persona assistere (od essere?) malati oncologici. Vero che la vita
media è aumentata, ma sulla qualità, sulla dignità e sulla cura del
dolore cronico c’è molto da fare.
chiedo questo,
guardare con occhi diversi un aspetto concreto.
mi aiuti a far riflettere
mi aiuti nel cercare di scalfire una mentalità obsoleta.
grazie per questa opportunità".
Questa la lettera scritta da Rosaria. Uno sfogo pubblico per dare forma a
quel senso di frustrazione vissuto mentre si affronta un momento
doloroso della propria vita. Considerazioni amare che, pur non potendo e volendo giudicare la storia personale di Rosaria, rimandanoad un sistema che a volte, nella grandissima mole di lavoro che il personale medico si trova a dover affrontare con la massima concentrazione e cura, perde di vista il lato umano dell’assistenza.
E questo è uno degli elementi a cui tentano di ovviare le associazioni di volontariato che nascono attorno, soprattutto, all’attività oncologica. All’ospedale di Circolo ha la sede, per esempio, Varese per l’oncologia che, proprio lunedì 28 aprile, festeggerà il suo quarto anno di attività con l’assemblea dei soci in cui verrà letto il bilancio delle attività svolte. Si tratta di un gruppo di volontari che offrono supporto psicologico ma anche consulenze e aiuti nella comprensione del decorso terapeutico. Varese per l’Oncologia risponde al numero 0332 393340.
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