Alcune considerazioni sul nucleare

Un vigile del fuoco lettore di Varesenews spiega il suo punto di vista dopo la proposta del ministro Scajola

Spett. Varesenews,
vorrei intervenire in merito alla questione del nucleare sulla quale si dibatte, non fosse altro per il fatto che pur non essendo uno scienziato sono comunque stato formato in materia di radioprotezione proprio ad Ispra dovendo intervenire professionalmente in caso di problematiche incidentali.
Leggo i commenti di alcuni lettori che insinuano una certa dietrologia in chi è contrario alla costruzione di centrali nucleari, ho la sgradevole sensazione che facciano il verso al politico di turno che trova la panacea di tutti i mali. Quello che se aumenta il gas dice che bisogna cucinare col sempre con la pentola coperta per risparmiare, ridicolo.
In realtà mi pare d’aver ben capito che la tecnologia nucleare è sicuramente tra quelle disponibili quella che può potenzialmente causare incidenti di magnitudo più alta. Tra l’altro è una tecnologia molto complessa e di difficile comprensione, sicuramente da non abbordare col piglio tipico del tifo calcistico.
Sembra, leggendo i commenti, che Chernobil sia acqua passata. Quell’incidente ha causato un aumento del fondo radioattivo naturale del 400%. In buona sostanza per avere un’idea di quante persone ha ucciso davvero ci vorranno 50 anni dato che gli effetti genotossici della radioattività si conclamano nel medio e lungo termine.
Quando occorse tale sventura la nostra provincia fu una delle più colpite dato che i radionuclidi vennero abbattuti sul nostro territorio dalle piogge. Mi piacerebbe leggere il parere di un oncologo dato che, se non sono male informato, la casistica di tumori al seno nella provincia di Varese si è impennata al massimo livello italiano.
Cambiando tematica e pensando ai costi, dato che qualcuno pensa sia conveniente, il bilancio dell’operazione va fatto tenendo conto anche dei costi di dismissione e smaltimento del reattore e della gestione delle scorie. Il risultato economico in tale ottica è ampiamente negativo. Se si tiene conto dei costi di costruzione e conduzione si dice solo mezza verità, in realtà al termine della sua vita produttiva una centrale nucleare impiega dai 15 ai 20 anni per essere spenta dato che le barre di combustibile impiegano questo tempo a raffreddarsi per poter essere tolte dall’acqua con la certezza che non si fondano. In tale periodo tutto il personale deve rimanere al suo posto di lavoro. Lo smaltimento del core del reattore che è diventato a sua volta radioattivo mi pare di capire non lo faccia nessuno, è meglio lasciarlo dov’è, come per i due reattori di Ispra.
E’ interessante anche un breve excursus su come si ottiene il carburante nucleare, la raffinazione dell’uranio naturale produce 300 grammi di materiale fissile e 99,7 kilogrammi di scarto, il famoso uranio impoverito, quello delle munizioni anticarro. All’anno 2000 erano stimati 7 milioni di tonnellate di uranio impoverito prodotte dal solo occidente, non vi sono stime per i paesi dell’ex cortina di ferro. L’uranio impoverito è una scoria a bassa radioattività, altamente tossico come tutti i metalli pesanti, genotossico e radiotossico. Perde metà della sua radioattività in 4,7 miliardi di anni durante i quali si trasforma per decadimento in elementi ben più pericolosi. Sullo stoccaggio ci sono altri gravi problemi ma lasciamo perdere.
Poi ci sono le scorie ad alta radioattività, quelle che se finiscono nelle falde acquifere causano un danno inimmaginabile, la vera palla al piede sono loro dato che non conosciamo una tecnologia atta a contenerle in sicurezza per decine di migliaia di anni. Materiali che coi tempi che corrono sono tra l’altro appetibilissimi ai terroristi per le "dirty bomb".
Una curiosità ulteriore, a Sellafield in Inghilterra dove vengono rigenerate le barre di combustibile, hanno dei bei problemi col guano degli uccelli che sparpaglia la radioattività sui territori circostanti, l’ha scritto "The Ecologist".
Siamo seri ed umili, conosciamo i limiti del nostro Bel Paese, non riusciamo a gestire la pattumiera normale come dice Crozza, siamo certi di volerci avventurare in una simile favola?
Il nucleare è in crisi mondiale, lo vogliamo adottare noi?

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Pubblicato il 28 Maggio 2008
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