Economia in difficoltà, è arrivata la stagnazione

L'analisi congiunturale Univa, al seguito di una situazione generale poco confortante, non promette niente di buono nemmeno a Vareae

Sempre di più si pronuncia, in Europa, in Italia e persino da noi, una parola che è vero spauracchio: stagnazione. Non è crisi e non è ripresa, in una situazione da pantano che promette solo difficoltà nella ripresa. Ed è questo lo scenario generale che emerge dalla rilevazione effettuata dall’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese sui mesi di aprile, maggio e giugno: che racconta di problemi ormai "antichi" (il prezzo del petrolio) e di nuove disoccupazioni. Una situazione di cui nelle nostre zone risente soprattutto il tessile, ma soprattutto la bilancia import export, per una volta in affanno malgrado i dati sempre positivi.

L’analisi congiunturale di Univa integrale:

LA PRODUZIONE NEL MONDO E IN ITALIA
Prosegue anche nel secondo trimestre del 2008 una fase di debolezza congiunturale che sembra essere destinata a continuare anche per i prossimi mesi. La stagnazione dell’economia americana, il rincaro del petrolio e delle materie prime, la crisi del mercato creditizio e immobiliare continuano ad avere conseguenze su tutte le economie europee.
Non tutti gli effetti di questi eventi, continua il rapporto, hanno avuto ripercussioni immediate, ma si stanno realizzando solo ora a distanza di mesi e le loro conseguenze sono ancora incerte e dipendono soprattutto dall’intensità e dalla durata della recessione che sta colpendo gli Stati Uniti. I sintomi di un rallentamento dell’economia sono evidenti anche in Italia, a partire dal tasso di disoccupazione, tornato a crescere dopo anni secondo le stime degli ultimi mesi, e dal calo degli ordinativi in portafoglio alle imprese.
Le previsioni di crescita del Pil per il 2008 sono intorno allo 0,1%, secondo il Centro Studi Confindustria che si attende una ripresa dell’economia solo a partire da metà 2009, grazie a un rafforzamento del mercato statunitense, al termine della crisi del settore immobiliare ed ad un riequilibrio del cambio euro/dollaro.
Sul fronte finanziario la recente scelta della Bce di alzare i tassi al 4,25%, per mantenere sotto controllo la stabilità dei prezzi, era attesa e scontata sui mercati, ma sicuramente questa decisione penalizza le imprese che hanno così più difficoltà a ottenere credito in questo momento in cui invece sarebbero necessari nuovi investimenti per migliorare la competitività e far fronte all’attuale situazione di rallentamento delle principali economie.
Ma a preoccupare è anche il continuo rialzo del costo del petrolio che provoca un aumento dei costi per le imprese e preoccupazioni per la crescita economica. I rischi di maggiori ripercussioni sono soprattutto per i settori in cui vengono utilizzati prodotti derivati del greggio in cui si assiste ad un aumento dei costi difficilmente trasferibile sulla domanda a valle. Al momento della redazione dell’indagine, secondo il The Economist Commodity Price Index, i prezzi delle materie prime sono aumentati del 34,5% (in dollari) rispetto ad un anno fa, il medesimo indice ad aprile segnalava aumenti pari al 31,1%.  

LA PRODUZIONE PROVINCIALE 
Anche le attività produttive varesine risentono di questa fase di stagnazione dell’economia. Si evidenzia però che non tutte le imprese stanno attraversando una situazione di difficoltà, continua a esserci una certa disomogeneità di comportamenti e di risultati e alcune registrano buone performance in termini produttivi e di consistenza del portafoglio ordini. Inoltre dai risultati dell’ultima indagine campionaria emerge che la situazione varesina, pur evidenziando ancora problematicità – il saldo delle risposte continua ad essere negativo –, è in leggero miglioramento rispetto al trimestre scorso.
Sotto il profilo produttivo nel secondo trimestre 2008 permane un’intonazione negativa in termini di saldo delle risposte. Il 36% delle imprese del campione continua a dichiarare cali nella produzione, il 34% una situazione di continuità rispetto alla scorsa rilevazione, mentre il 30% ha visto aumentare il proprio livello produttivo.

Il settore tessile-abbigliamento continua a registrare cali nei livelli produttivi ed è quello che risente maggiormente del peggioramento congiunturale: il 73% delle imprese del campione ha dichiarato una riduzione nella produzione, a fronte di un 15% che, invece, l’ha aumentata. Il settore metalmeccanico, dopo il peggioramento del trimestre scorso, è più orientato a una ripresa e alla stabilità: il 46% delle imprese del campione ha segnalato miglioramenti nella produzione e il 33% non ha registrato variazioni. Dichiarano livelli produttivi stabili ma deboli anche i settori chimico e farmaceutico e delle materie plastiche e della gomma, in cui si diffondono timori per l’incremento dei prezzi dei derivati dal petrolio.

Per quanto riguarda le aspettative produttive è difficile fare previsioni in un periodo di turbolenza economica come quello attuale e prevale un certo grado di incertezza. Le imprese per il terzo trimestre 2008 prevedono un mantenimento dei livelli produttivi piuttosto che un calo, a differenza del trimestre precedente in cui si attendevano riduzioni. Il 64% delle imprese del campione si aspetta che gli attuali livelli produttivi si mantengano invariati, il 7% si attende miglioramenti della produzione, mentre coloro che prevedono peggioramenti congiunturali sono scesi da circa metà del campione al 29%. In particolare il settore metalmeccanico risulta maggiormente orientato alla stabilità, mentre aumenta la percentuale di imprese che prevedono peggioramenti nei settori tessile-abbigliamento e chimico e farmaceutico. Riguardo alle materie plastiche va rilevata una stabilità su bassi livelli produttivi.
Un forte segnale della stagnazione dell’economia arriva dalla consistenza del portafoglio ordini in peggioramento. Il 59% delle imprese ha segnalato ordini in diminuzione. 

MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA
In tema di mercato del lavoro, nel secondo trimestre 2008, sono state autorizzate 1.177.000 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in calo rispetto al trimestre precedente (-5,7%) e allo stesso periodo del 2007 (-5,7%). La contrazione del numero di ore autorizzate è stata concentrata soprattutto nel mese di giugno. Se si allarga la prospettiva all’intero primo semestre 2008 si è registrato un aumento (+21%) delle ore autorizzate rispetto al primo semestre 2007.
A livello settoriale, nel secondo trimestre del 2008, dopo il forte aumento registrato nel periodo gennaio-marzo 2008, sono diminuite le ore autorizzate di Cassa Integrazione Ordinaria nel settore metalmeccanico, che concentra il 15% delle ore complessive. Continuano, invece, ad aumentare le ore autorizzate nel settore tessile-abbigliamento, che concentra il 55% del totale, così come sono in leggero aumento anche quelle autorizzate nel settore gomma e materie plastiche, pari al 6% del totale. Infine in aumento, dopo la frenata registrata nel primo trimestre 2008, le ore nel settore chimico e farmaceutico, che nel periodo aprile-giugno concentra il 6% delle ore autorizzate. 

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria II trimestre 2007 I trimestre 2008 II trimestre 2008
Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria

(ore autorizzate)

1.248.079 1.247.506 1.176.663

Fonte: INPS 

IL COMMERCIO ESTERO 
Il peggioramento dello scenario esterno comincia ad avere riflessi anche sulla dinamica del commercio estero che nel corso dei primi mesi del 2008 ha rallentato i propri ritmi di crescita. In Italia le esportazioni a valore nei primi 3 mesi sono aumentate del 5,4% (8,7% per i primi 4 mesi), mentre la variazione reale (a volume) si è stabilizzata sullo 0,7%. Anche le più recenti previsioni di crescita per il commercio internazionale 2008 si sono ridimensionate. Il quadro che aveva portato nel 2007 a un miglioramento complessivo delle quote di commercio internazionale del nostro Paese – salite al 3,6% del totale del commercio internazionale – si è complicato e in questo momento si sta assistendo ad una rapida rimodulazione dei flussi e ad un cambiamento dei mercati di destinazione. Si rimodula la quota americana dell’export così come rallenta la crescita dell’export verso l’Europa, nostro principale mercato di riferimento, mentre crescono  i flussi verso nuovi Paesi.
A livello varesino sono attualmente disponibili i dati, solo a valore, del periodo gennaio-marzo 2008. Il rallentamento evidenziato dall’indagine congiunturale dello scorso trimestre, trova ora conferma nei dati provvisori sul commercio estero relativi al primo trimestre 2008 appena resi disponibili. Va anche ricordato che i dati del primo trimestre sono sempre caratterizzati da una certa volatilità in quanto considerano un intervallo temporale troppo breve e spesso si registrano compensazioni nel corso dei mesi successivi.

I dati mostrano rispetto al primo trimestre 2007 una frenata delle esportazioni a valore (-16,7%) a cui si è affiancato anche un calo dell’import (-16,8%), imputabile a un indebolimento della domanda interna. La frenata delle esportazioni ha riguardato i mercati di sbocco rappresentati dai Paesi occidentali (America Settentrionale e Europa) che stanno risentendo maggiormente della crisi economica generalizzata, mentre è aumentato l’export verso i mercati emergenti.
Le esportazioni hanno raggiunto i 1.800 milioni di euro e le importazioni sono ammontate a 1.205 milioni di euro. Il saldo complessivo relativo al primo trimestre 2008 in provincia di Varese, pur rimanendo positivo, si è contratto (-16,4% a valore) rispetto al primo trimestre dello scorso anno, portandosi a +595 milioni di euro.

In termini di composizione non si registrano grandi variazioni rispetto alla fine del 2007: il 67% delle esportazioni ha preso origine dal settore metalmeccanico, il 9% dal settore tessile-abbigliamento, il 10% dal settore chimico e farmaceutico e il 7% nel settore gomma e materie plastiche.

Sotto l’aspetto della dinamica, tutti i settori hanno registrato riduzioni in termini sia di export che di import. Il settore tessile e abbigliamento ha registrato il rallentamento delle esportazioni più forte (-29,8%), a fronte di una minor contrazione delle importazioni (-16,7%). Nel settore metalmeccanico le esportazioni sono diminuite in modo meno sostenuto (-13,5%), così come le importazioni (-13,8%). Il settore chimico e farmaceutico, importatore netto, ha visto soprattutto un forte rallentamento delle importazioni (-21,5%), mentre l’export ha registrato una contrazione inferiore (-17,3%). Nel settore gomma e materie plastiche continua la frenata delle importazioni (-13,5%) a cui si accompagna una significativa riduzione anche delle esportazioni (-28,7%). 
 

COMMERCIO ESTERO
Provincia Varese
gennaio – marzo 2008 Variazione rispetto gennaio – marzo 2007
  Importazioni (mil. euro) Esportazioni (mil. euro) Importazioni Var. % Esportazioni Var. %
Metalmeccanico 599 1.203 -13,8 -13,5
Tessile-abbigliamento 114 156 -16,7 -29,8
Chimico e farmaceutico 291 182 -21,5 -17,3
Gomma e materie plastiche 35 125 -13,5 -28,7
Totale provincia 1.205 1.800 -16,8 -16,7
Saldo commerciale 595 -16,4

Fonte: ISTAT. Dati provvisori Coeweb 

ANDAMENTI SETTORIALI 

Settore metalmeccanico. Nel trimestre aprile-giugno 2008, dopo il rallentamento del trimestre scorso, la produzione delle imprese metalmeccaniche del campione è orientata verso una ripresa e stabilità: circa il 46% degli imprenditori ha registrato un miglioramento nei livelli produttivi e il 33% una situazione di continuità rispetto al trimestre scorso, a fronte di un 21% che segnala peggioramenti. Il profilo delle aspettative a breve risulta orientato alla stabilita: il 93% delle imprese non prevede variazioni dei livelli produttivi. La consistenza del portafoglio ordini risente del rallentamento dell’economia e non ha visto incrementi: circa il 52% degli imprenditori non ha registrato variazioni negli ordini, il 46% ha dichiarato un peggioramento, mentre solo il 2% un miglioramento. Subisce una forte riduzione (-61%), dopo l’aumento del trimestre precedente, il numero di Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nel secondo trimestre 2008: 178.413 ore contro le 452.742 del primo trimestre 2008. 

Settore tessile-abbigliamento. Nel secondo trimestre 2008 continua il peggioramento dei livelli produttivi già rilevato lo scorso trimestre. Il 73% delle imprese del tessile-abbigliamento del campione ha visto una riduzione nei livelli produttivi, a fronte del 15% che ha registrato miglioramenti. Peggiora anche il profilo delle aspettative a breve rispetto allo scorso trimestre: la maggior parte delle imprese del campione (62%) prevede riduzioni nei livelli produttivi, mentre il 19% non si aspetta variazioni. Il profilo del portafoglio ordini continua a registrare riduzioni. Ancora in aumento anche se in modo meno consistente (+8%) il ricorso alle ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria che nel primo trimestre 2008 è stato pari a 646.621 ore autorizzate, contro le circa 596.743 del trimestre precedente. 

Settore chimico e farmaceutico. Nel secondo trimestre 2008 la produzione per le imprese del campione risulta orientata a una situazione di stabilità rispetto al trimestre precedente. La maggior parte delle imprese che hanno partecipato all’indagine congiunturale, infatti, ha dichiarato continuità nei livelli produttivi (63%). Tuttavia l’incremento dei prezzi dei prodotti derivati dal petrolio e l’indebolimento della domanda finale diffondono timori tra le imprese. Le aspettative a breve risultano ancora orientate al ribasso: il 71% degli imprenditori si aspetta una riduzione. Il portafoglio ordini segna una situazione di continuità con il trimestre precedente. Le Ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria autorizzate nell’ultimo trimestre hanno subito un aumento dopo il calo registrato nel periodo precedente attestandosi a 71.990 contro le circa 6.826 ore autorizzate nel primo trimestre 2008.

Settore gomma e materie plastiche. Nel secondo trimestre 2008 il settore continua a presentare livelli produttivi stabili ma deboli: il 73,3% del campione ha registrato livelli produttivi invariati. L’incremento dei prezzi dei derivati dal petrolio diffonde timore tra le imprese. Stabili anche le prospettive per il terzo trimestre 2008. Il portafoglio ordini registra invece un peggioramento. Nel corso del primo trimestre 2008 l’ammontare delle Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria ha subito un leggero aumento raggiungendo le 67.574 ore contro le 64.079 del trimestre precedente. 

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Pubblicato il 21 Luglio 2008
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