L’ospedale punta sulla chirurgia oncologica
Presentato in Regione il nuovo piano aziendale. Qualche novità e tante conferme per un'azienda attenta ai bisogni di base con punte di vera eccellenza
«Un piano concreto nel segno della continuità con il passato».
Il nuovo POA ( piano di organizzazione aziendale) presentato dall’azienda ospedaliera di Busto Arsizio in Regione contiene molte conferme e qualche novità: «Ogni situazione è stata valutata secondo la filosofia di fondo che regola l’attività dei nostri tre ospedali – sintetizza il direttore generale Pietro Zoia – lavorare sull’assistenza del paziente non solo in termini di quantità ma anche di qualità delle cure, con particolare attenzione al lato umano del rapporto tra paziente e personale».
Poche le innovazioni introdotte nel nuovo piano. Prima fra tutte, la richiesta di trasformare in unità complesse i tre pronto soccorso aziendali: « Viste le linee guida regionali – spiega Zoia- abbiamo pensato ad una rivisitazione della nostra organizzazione per recuperare tre figure apicali. Innanzitutto accorperemo le due anatomie patologiche: ne otterremo unica con valenza aziendale. Stesso discorso per gli attuali economato e provveditorato che diventeranno una sola struttura, infine la medicina legale che entrerà nello staff di direzione aziendale».
Molto sentita e auspicata è anche la richiesta di istituire un nuovo primariato in un settore storicamente molto importante dell’azienda: « Abbiamo chiesto la creazione di una struttura oncologica interventistica per la ricerca clinica e con direzione scientifica aziendale, un progetto innovativo per un ospedale non universitario ma riteniamo di meritare per il valore del lavoro svolto dal dottor Solbiati ( nella foto a destra)».
Nel piano si sottolinea la centralità della cura di base in tutti e tre gli ospedali con attenzione alle problematiche comuni e alle cronicità, ma, nel contempo, si ribadiscono le eccellenze esistenti nei tre presidi: « Ogni realtà si muove in una logica aziendale – ribadisce il direttore generale – dove le specializzazioni si intersecano a rete. La chirurgia toracica di riferimento, per esempio, è a Saronno, quella ginecologica o la gastronterologia sono a Busto. A Tradate puntereno sulla chirurgia lapoaroscopica oncologica e sempre al Galmarini creeremo in futuro l’anatomia patologica intraoperatoria».
Si confermano i tre dipartimenti di presidio: medico di elezione,chirurgico di elezione e dell’emergenza-urgenza. Ribaditi, anche, i tre dipartimenti aziendali: riabilitazione, materno infantile e salute mentale. Saranno accorpati, invece, in un dipartimento aziendale la diagnostica per immagini e la medicina di laboratorio. verrà potenziata, infine, l’area del risk management: «Vogliamo anche valorizzare il comparto infermieristico promuovendo a dirigenti i responsabili di tutti e tre i plessi.
Abbiamo infine, chiesto di istituire una struttura semplice di patologia neonatale e una struttura di osservazione breve intensiva (OBI) pediatrica».
Questi sono gli obiettivi che il direttore Zoia si prefigge di raggiungere, una volta ottenuto il benestare regionale, in sei mesi. Per il futuro più lontano, invece, sono in progetto due hospice a Tradate e Saronno e un servizio di psicologia clinica. Oltre, chiaramente, all’ammodernamento e al potenziamento tecnologico che riguarda tutto un altro capitolo: « Il carattere principale di quest’azienda è quello della sinergia: ci sono tre ospedali che lavorano sempre più a rete nelle eccellenze. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare le aree omogenee attraverso l’impegno e la responsabilità in modo da sviluppare ulteriori eccellenze. Senza dimenticare mai, comunque, la nostra missione che è quella di dare tutte le risposte di base che chiede la nostra popolazione».
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