Multato per la 626, si dimette il professor Cherubino
Una serie di verifiche, partite dalla denuncia di un'infermiera, ha evidenziato una serie di irregolarità sulla sicurezza nel reparto di ortopedia
obbligata ad entrare in sala operatoria mentre stava allattando provocando
problemi al figlio per i gas respirati. I carabinieri, sulla scia dell’inchiesta partita da quella
denuncia, ispezionano il reparto di ortopedia dell’ospedale di Circolo a Varese, riscontrando alcune irregolarità
nella formazione del personale e nelle procedure.
Alla fine dell’anno scorso,
arrivano i verbali con le sanzioni per i dirigenti dell’azienda ospedaliera, il
primario del reparto, i responsabili incaricati
della sicurezza con l’elenco delle imprecisioni e dei problemi da sanare entro
un certo lasso di tempo. La scorsa settimana, i militari sono tornati in
reparto e, verificato che tutte le anomalie erano state messe a posto, hanno
consegnato nuovamente i verbali con l’indicazione del pagamento di una multa a
tutte le persone coinvolte, chiudendo la pratica senza inviarla alla procura.
Una procedura standard se non fosse che il primario di
ortopedia, condannato a pagare la sanzione ( che si aggira sui 5.000 euro), ha
ritenuto profondamente ingiusta la responsabilità personale senza un
coinvolgimento dell’azienda di cui è dipendente e che ha un ufficio apposito
dedicato alla legge sulla sicurezza. Così, il professor Paolo Cherubino ha
scritto a tutti i suoi colleghi universitari spiegando l’accaduto e annunciando
loro le proprie dimissioni da primario, un ruolo che prevede competenze e
responsabilità impossibili da gestire.
La lettera è arrivata anche sul tavolo del direttore
generale Walter Bergamaschi : «Comprendo lo stato d’animo del preside
Cherubino, io stesso sono molto preoccupato dalla molteplicità di aspetti di
cui io, in qualità di direttore dell’azienda, sono chiamato a rispondere in
prima persona. Abbiamo chiesto ad un avvocato di verificare la possibilità che
l’ente ospedaliero si possa rendere responsabile solidalmente con il dipendente».
Il professore, partito per le vacanze, non rilascia
dichiarazioni. Se ne riparlerà a settembre. Formalmente dovrà essere l’Università
dell’Insubria a decidere se accettare o meno le dimissioni ed, eventualmente,
a proporre all’azienda ospedaliera un
nuovo primario
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