Le emozioni a cinque cerchi di Elia Luini
Il canottiere racconta i primi giorni a Pechino. «Fantastico essere alla cerimonia». E sulla gara: «Semifinali durissime, ma finora sono soddisfatto»
«E’ si alla fine c’è l’ho fatta, son riuscito ad andar alla cerimonia!!».
Elia Luini tira il fiato dopo la prima, positiva, esibizione sulle acque olimpiche di Pechino. Il canottiere di Gavirate ha vinto con il compagno Marcello Miani la propria batteria nel doppio pesi leggeri, ora attende la semifinale in programma giovedì e tra un allenamento e l’altro scrive a Varesenews raccontando la prima parte della propria esperienza pechinese.
La batteria ha messo in mostra un buon doppio Luini-Miani. Che impressioni avete avuto nel vedere all’opera tutti gli equipaggi?
«Per quello che si è potuto vedere ci sono nove 9 equipaggi allo stesso livello o quasi. Anche i tempi delle batterie lo dicono, con differenze al massimo di un solo secondo o giù di lì. Questo vuol dire che le semifinali saranno combattutissime fino alla fine e ci sarà qualcuno che rimarrà fuori per pochi decimi. O almeno io le prevedo così».
Veniamo alla vostra regata. Tutto è filato come ve lo aspettavate?
«Per quanto riguarda la gara sono soddisfatto. La partenza non è venuta benissimo, non tanto dal punto di vista delle sensazioni ma piuttosto come velocità di uscita nei primi metri. Poi però abbiamo saputo distenderci e sul passo abbiamo guadagnato centimetro su centimetro fino a posizionarci in testa. Infine abbiamo anche provato a fare una sorta di chiusura negli ultimi 200 metri pur non spingendo al limite, ma la barca comunque ha risposto bene».
Prima di partire era in dubbio la sua presenza alla cerimonia di apertura. Poi però l’abbiamo vista sfilare.
«Sì: alla fine c’è l’ho fatta. Sono riuscito ad andare allo stadio olimpico! Il momento più bello per me è stato anche questa volta quando siamo entrati nel corridoio che congiunge la piazza esterna con la pista dello stadio. Ti ritrovi sotto questo tunnel semibuio e vedi davanti a te l’uscita… un bagliore e non sai cosa vedrai una volta arrivato in mezzo a quella immensa luce e a quel baccano. Non sai cosa aspettarti, poi ti ritrovi a camminare in gruppo. Io a un certo punto sono arrivato dietro ad Antonio (Rossi ndr – nella foto), il portabandiera: quando poi esci allo scoperto beh… lì ti vien la pelle d’oca!!»
E a quel punto i brividi non ti mollano più.
«Appunto. Fai il giro di pista con molta euforia addosso e ti metti a osservare, ad ammirare lo stadio aspettando il momento tanto atteso: l’accensione del bracere Olimpico! Incominci a chiederti come avverrà questa volta, poi vedi un teodoforo volare ed esclami "Wow! L’Olimpiade è iniziata!"».
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