Lo staff della Liuc in trasferta in Scozia e Norvegia
Due componenti dello staff hanno trascorso alcune settimane in un’università straniera nell’ambito del progetto Staff training finanziato dalla Comunità Europea
Alla LIUC l’internazionalizzazione non riguarda soltanto gli studenti
e i docenti ma anche il personale amministrativo: quest’anno, infatti, nell’ambito del progetto Staff training, finanziato dalla Comunità Europea, due componenti dello staff dell’Università Carlo Cattaneo, impiegati rispettivamente presso l’Ufficio Relazioni Internazionali e il Servizio Relazioni Esterne e Placement, hanno trascorso alcune settimane presso un’università straniera, più precisamente la Agder University in Norvegia e la Robert Gordon University di Aberdeen in Scozia.
Obiettivi di questo progetto, lo scambio di conoscenze ed esperienze tra gli staff, la condivisione di saperi tecnologici, nonché il rafforzamento dei rapporti internazionali tra gli atenei, con ricadute positive sugli studenti che scelgono di effettuare scambi all’estero.
Luigi Rondanini del Servizio Placement ha avuto modo di confrontarsi con i colleghi della Aberdeen Business School, riscontrando come i processi di placement della Cattaneo e della nota università scozzese siano simili, dal colloquio all’assistenza nella stesura del curriculum vitae, dagli incontri con le aziende alla proposta di periodi di training, fino al monitoraggio costante sui laureati. “Rispetto al sistema italiano – sottolinea Luigi – la differenza sta nel fatto che è molto più forte la collaborazione tra le Università, che per quanto concerne il placement gestiscono un database in comune”.
Cristina osserva come anche rispetto alla Agder University esistano diverse analogie, soprattutto nel settore delle Relazioni Internazionali: “Come in LIUC – racconta – c’è grande attenzione verso gli studenti stranieri che arrivano, per i quali vengono organizzati momenti di accoglienza e di festa”.
Secondo Cristina Colombo la visita presso la Agder University si è rivelata utile in modo particolare per il confronto con altre colleghe, non solo scozzesi, ma anche austriache: “In questo modo la sola conoscenza telefonica è diventata anche umana e ciò faciliterà i rapporti tra le nostre università, d’ora in poi, e implementerà le possibilità di studio e stage per i nostri studenti”.
Le università che hanno ospitato Luigi e Cristina sono infatti già partner della LIUC per gli scambi internazionali degli studenti; con l’Università di Aberdeen, in particolare, esiste l’accordo per il doppio titolo di laurea.
Per il prossimo anno la LIUC prevede di aderire al progetto Staff training inviando quattro dei componenti del suo staff in altrettante destinazioni, sempre tra quelle con cui l’ateneo ha già rapporti. La strada per una collaborazione sempre più proficua tra la LIUC e le università estere è dunque più che mai aperta, con l’obiettivo rafforzare l’identità dell’Università mediante un confronto costruttivo e costante.
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