Arcisate – Stabio: cosa cambia a Induno
Colloquio con il sindaco, Maria Angela Bianchi: «Sarà sconvolta soprattutto la parte sud. Ma aumenteranno molto le opportunità per i giovani»
Sarà la rivoluzione, e come per tutte le rivoluzioni bisognerà armarsi di santa pazienza. Una pazienza che dovranno esercitare in particolare i cittadini di Induno Olona, di Arcisate e di Cantello che avrano stazioni più grandi ( e nel caso di Cantello pure una stazione, che prima non c’era) soluzioni architettoniche che eviteranno i passaggi a livello e opportunità di spostamento in più, ma che magari dovranno sobbarcari per anni cantieri in città e corse sostitutive dei treni. Per comprendere meglio la situazione abbiamo cominciato con l’interpellare il sindaco di Induno, Maria Angela Bianchi (nella foto).
Cosa porteranno ad Induno i cambiamenti?
«Sicuramente le novità date da quest’opera rappresenteranno un’opportunità sia per chi voglia raggiungere Induno dalla Svizzera sia per gli indunesi che vogliono uscire: penso ai ragazzi e alla loro maggiore possibilità di muoversi, a magari costituire un filo diretto con le Università Svizzere» esordisce il sindaco. Che però correttamente, avverte: «I cambiamenti sconvolgeranno gli indunesi soprattutto nella parte sud: una zona che dovremo monitorare attentamente, anche se non potremo proporre stravolgimenti. Si tratta della parte che non sarà interrata: il passaggio a livello subito dopo il ponte non sarà sostituito da niente, solo da un sottopassaggio pedonale, e questa scelta cambierà perlomeno le abitudini di un po’ di persone il paese sarà in quel punto diviso in due. Più avanti invece scende la ferrovia e comincerà una migliore comunicazione nel paese verranno eliminati due passaggi a livello, sarà tutto meglio. In cambio però, dell’abbattimento della casetta degli alpini, la cui sede dovrà essere trovata altrove».
I lavori cominceranno prima nel vostro paese?
«Non ci sarà un inizio per noi e un inizio per gli altri. I lavori, ci hanno spiegato, cominceranno contemporaneamente perchè gli interventi da mettere in atto sono molti, pesanti e in un tempo limitato. Pensi solo alla galleria che da induno va ad arcisate: Reti Ferroviarie Italiane ne costruirà una al di sotto dell’esistente per far passare il treno. Un lavoro decisamente impegnativo».
C’è qualcosa che si può cambiare ancora? O ormai dovete limitarvi ad aspettare?
«Per quanto non sia più possibile uno stravolgimento del progetto esistente, qualcosa è ancora migliorabile. Noi abbiamo alcune richieste, in particolare sulla stazione: quella che ci è stata proposta è una stazione a lato dei binari, ma noi ne preferiremmo una a ponte, che sarebbe più sfruttabile per il paese. Ci hanno già avvertito che i cambiamenti da proporre non devono prevedere dei costi in più, ma siamo disposti a chiedere l’eliminazione di opere che a noi sembrano ridondanti, in cambio. A gennaio dovrebbero aprirsi i tavoli tecnici con la ditta che si aggiudicherà l’appalto: faremo le nostre proposte in quelle sedi»
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