Cai si prepara tra proteste e vecchie pecche
I lavoratori a Fiumicino manifestano e i voli vengono cancellati. La nuova dirigenza non sembra però aver cambiato rotta
Alitalia è passata a Cai da pochi giorni, ma le proteste e gli scioperi, bianchi o grigi che siano, rimangono. I lavoratori protestano a Fiumicino per il mancato rispetto degli accordi contrattuali presi con la dirigenza della Compagnia Aerea Italiana che ha rilevato il vettore tricolore e che decollerà con il nuovo network solo il 14 gennaio prossimo. Nel frattempo sono state spedite le lettere di licenziamento e i lavoratori riassunti da Cai sono stati convocati per la firma del nuovo contratto. Tutto sembra però abbastanza fumoso.
Succede infatti che qualche lavoratore si è visto recapitare la convocazione perentoria per la sigla dell’accordo mentre erano in volo (con Alitalia per lavoro, non in vacanza) dall’altra parte del mondo. Qualcun altro, residente da anni nel sedime di Milano e di base tra Linate e Malpensa, viene spostato d’ufficio a Roma da dove partono i voli a lungo raggio: viene richiesto un domicilio nella capitale e le alternative non ci sono, pena la fine del rapporto contrattuale e la conseguente perdita del diritto di accedere alla cassa integrazione e agli ammortizzatori sociali. Oppure c’è chi con venti anni di anzianità con base (e casa, e figli, e famiglia) a Roma viene dirottato a Milano per fare i voli di medio raggio. Da qui e da alcuni altri particolari la protesta dei lavoratori a Fiumicino, ma anche, senza la stessa risonanza e senza disagi per i passeggeri, a Malpensa e Linate.
A molti non va giù il fatto che Cai, non appena entrata in possesso degli asset di Alitalia, si sia mossa per assumere con contratti esterni operatori della pulizia degli aerei, del piazzale, del check-in, vale a dire centinaia di nuove assunzioni che subentrano a quelli lasciati a casa dalla vecchia compagnia, in particolare i dipendenti con contratti a termine o interinali. Le discussioni sui contratti proseguono, il ministero assicura che la soluzione è vicina, ma a Fiumicino le cancellazioni si sommano anche oggi (martedì 23 dicembre): il Natale sul fronte del volo si annuncia caldo più che mai.
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