In scena al Sociale il dramma di Moro

Alle 21 di venerdì 30 gennaio va in scena al teatro Sociale di Busto Arsizio, in esclusiva provinciale

16 marzo 1978, pochi minuti dopo le 9.00 di mattina: a Roma, all’incrocio tra via Fani e via Stresa, una Fiat 130, guidata dall’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci e con a bordo l’onorevole Aldo Moro, viene bloccata da un commando di terroristi, formato da una dozzina di persone. In soli due minuti, l’auto su cui si trova il presidente della Democrazia cristiana e l’Alfetta bianca, con le guardie del corpo, vengono crivellate da un centinaio di colpi d’arma da fuoco.
9 maggio 1978, in tarda mattinata: le Brigate rosse comunicano al professor Franco Tritto, amico della famiglia Moro, che il politico democristiano è stato assassinato. Le foto del corpo del presidente Dc, riverso nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, targata Roma N56786 e parcheggiata simbolicamente in via Caetani (a metà strada tra piazza del Gesù e le Botteghe Oscure, tra la sede della Dc e quella del Pci), fanno il giro del mondo.
Tra queste due date-simbolo della storia italiana del secondo dopoguerra, trascorrono cinquantacinque giorni lunghissimi e carichi di ansia, nei quali lo Stato è tenuto in scacco dalle Br e nei quali il dibattito politico si trasforma in conflitto etico.

Da allora sono passati trent’anni. Cinque processi e due commissioni parlamentari d’inchiesta, un numero infinito di libri, spettacoli teatrali e fiction TV non sono bastati a dissolvere i dubbi e a fare chiarezza su quello che Leonardo Sciascia ha definito «l’affaire Moro». Un «affaire», scottante e tuttora carico di interrogativi, di cui i giornalisti Corrado Augias e Vladimiro Polchi, su invito dell’Istituto italiano di cultura in Parigi e dopo aver già lavorato a una trilogia di grande successo sulla storia dell’antica Roma (“Processo a Caio Giulio Cesare”, “Processo a Nerone” e “Processo a Tiberio”), hanno ricostruito la storia nel dramma-documento “Aldo Moro. Una tragedia italiana”, che alle 21.00 di venerdì 30 gennaio va in scena al teatro Sociale di Busto Arsizio, in esclusiva provinciale e nell’ambito di “BA Teatro-Stagione cittadina 2008-2009”.


Il testo scenico, per la regia di Giorgio Ferrara, uomo di teatro che vanta collaborazioni con Luchino Visconti e Luca Ronconi, si configura come una vera e propria lezione di educazione civica, un reportage che ricostruisce la storia drammatica di quei cinquantacinque giorni che separarono per sempre Aldo Moro dall’amata famiglia e dal suo lavoro politico, attraverso le missive che lo stesso statista pugliese scrisse agli amici del partito, da Francesco Cossiga a Benigno Zaccagnini, senza dimenticare le lettere che egli vergò per papa Paolo VI e i familiari. Lettere in cui si alternano momenti di speranza e altri di disperazione, tra ricordi privati e raccomandazioni di incombenze quotidiane, tra accuse di errori e ringraziamenti ai collaboratori, fino all’ultima toccante missiva alla moglie Noretta.

Efficace la scena di Gianni Silvestri, formata da semplici parallelepipedi neutri, con al centro una nuda struttura metallica che richiama vagamente una gabbia. Le luci portano la firma di Mario Loprevite. Le musiche, suggestive, sono di Marcello Pani.
Il costo del biglietto è di euro 16.00 per l’intero ed euro 12.00 per il ridotto, riservato a giovani fino ai 21 anni, ultra 65enni, militari, Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone.
Il botteghino, sito negli uffici del teatro Sociale, in piazza Plebiscito 8, osserva i seguenti orari di apertura: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 18.00. Le prenotazioni telefoniche possono, invece, essere effettuate al numero 0331 679000, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, e il sabato, dalle 9.30 alle 12.30.

Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 1, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331 679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, www.teatrosociale.it

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Pubblicato il 29 Gennaio 2009
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