L’olocausto sconosciuto dei nomadi
In occasione del Giorno della Memoria, una serata per ricordare il mezzo milione di rom e sinti uccisi. Ma anche per parlare di integrazione possibile, già oggi
I rom lo chiamano porrajmos, la devastazione. E’ l’olocausto dei popoli nomadi, che divorò mezzo milione di vite umane, di uomini, donne e bambini. Una tragedia rimossa dall’Europa, che nel dopoguerra ha fatto i conti con l’antisemitismo, ma ha continuato a convivere con l’antigitanismo. In occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime della barbarie nazista il Comune di Samarate propone martedì 20 gennaio una serata dedicata a rom e sinti con Pino Petruzzelli, autore del libro “Non chiamateci zingari”. Un saggio che racconta lo sterminio dei nomadi durante la seconda guerra mondiale, ma anche la realtà di rom e sinti oggi, tra discriminazione e integrazione: ci sono le storie odierne di nomadi insegnanti, medici e infermieri, persino responsabili della sicurezza di un istituto bancario. Petruzzelli – che è anche autore e attore teatrale – racconta l’integrazione positiva, ma anche gli errori di chi, nel Novecento, ha tentato di sradicare il nomadismo con la forza: dalle camere a gas naziste all’allontanamento forzato dei minori dai genitori, nel tentativo di strappali alla cultura nomade. Incubo rimasto nella memoria di rom e sinti, drammatico rovesciamento del luogo comune dello zingaro ladro di bambini.
L’appuntamento è per le 21.00 di martedì 20, presso Villa Montevecchio.
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