LILT cerca volontari
In corso la "campagna di reclutamento" della Lega Tumori in tutta la provincia. "Il volontariato non è solo assistenza diretta ai malati: ci si può rendere utili in molti modi"
La LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – lancia la sua campagna di reclutamento di volontari con lo slogan "I LILT you – cerchiamo proprio te!". L’evento, inquadrato nella campagna V.E.R.S.O. che mira a fare delle 103 sedi provnciali LILT dei veri centri di eccellenza per la prevenzione del cancro e l’assistenza ai malati, si svolge dal 18 gennaio all’8 febbaio in tutta Italia per portare nuova linfa all’associazione, forte di un migliaia di iscritti in provincia di Varese (circa duecento a Busto Arsizio). I volontari – un centinaio nella sezione provinciale, una trentina a Busto – sono una risorsa assai preziosa per la Lega Tumori e la sezione di Varese attraverso le delegazioni di Busto Arsizio (0331-623002), Samarate (0331-222161), Saronno (02-9620745), Sesto Calende (0331-924868), Varese città (0332-288500), Viggiù (0332-486121), Valcuvia, si mette a disposizione di quanti fossero interessati. Informazioni si possono avere anche all’800-998877 (numero verde) o sul sito dell’associazione. È sufficiente avere 18 anni compiutilasciare i propri recapiti; l’impegno richiesto è di due mezze giornate, oppure una giorata intera oppure una notte a settimana, e due ore una volta al mese per una riunione di gruppo. La campagna di adesioni si articola in varie fasi: la diffusione dell’iniziativa sui meziz di comunicazione e su volantini, la raccolta di adesioni, l’accoglimento dei volontari cui si spiegano le varie possibilità di impiego, un incontro pubblico con tutti i volontari alla presenza di uno psicologo e infine incontri individuali con quest’ultimo. Entro metà aprile la campagna giungerà a conclusione con gli ultimi passaggi.
«Volontari si può essere in molti ruoli, guardate me» ci dice Giorgio Broggi, già direttore di Ascom Busto e ora nello stesso ruolo per la LILT provinciale, presieduta da Franco Mazzucchelli. «Io non avevo una preparazione in senso medico-assistenziale eppure sono qui. Ci sono molti modi di rendersi utili, non solo quello materiale dell’assistenza diretta al malato: c’è il lavoro d’ufficio e organizzativo, le campagne, l’accompagnamento dei malati alle sedute terapeutiche. È importante farlo sapere perchè tanti possano unirsi a noi e dare il loro contributo senza la paura, che avevo io agli inizi, di essere "di troppo"».
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