Con San Pancrazio impari lavorando
Dall'8 al 12 maggio si terrà la seconda fiera dedicata al santo patrono. Concerti, momenti conviviali e di preghiera
Alcuni Vedanesi storcono il naso a sentir parlare di “Fiera” e vorrebbero si chiamasse più modernamente “Festa”, nome meno impegnativo e più confacente, secondo loro, al giorno del santo. Gli antichi Romani colti l’avrebbero chiamata “feria” (ma il popolo storpia subito quel nome in “fiera”, con una trasposizione di suoni che i grammatici chiamano metàtesi) a indicare ciascun giorno dedicato al culto delle divinità in cui erano proibiti altri atti pubblici. Nel medioevo le fiere si svolgevano nel corso di feste locali e vi si respirava sempre un’aria festosa portata dall’affluenza di un pubblico variegato e numeroso e dalla presenza di molti bambini attratti dalle giostre e dai banchi che vendevano dolciumi.Ecco, allora, che “Fiera” è quello che ci vuole a sottolineare l’aria di festa popolare che la caratterizza, a segnalare la molteplicità dei programmi, la durata di più giorni e il ripetersi annuale inteso a creare una tradizione. Non si danno convegno venditori e compratori, ma non mancano gli incontri, la musica, i giochi.
Sono i giorni della gioia e della bellezza che il nostro originario patrono, san Pancrazio, favorisce dall’anno scorso, da quando l’antica chiesa a lui dedicata è stata riaperta al pubblico, splendida nei suoi rinati affreschi quattrocenteschi. I Vedanesi con emozione e stupore un anno fa hanno scoperto di possedere una simile perla e da allora l’hanno goduta con orgoglio: nei giorni della fiera si stringeranno attorno ad essa in un programma di grande validità educativa.
Quasi a dare concretezza storica al titolo di questa seconda fiera di S. Pancrazio, sarà allestita e presentata al pubblico la mostra che ha suggerito il tema della stessa: “Con le nostre mani, ma con la Tua forza”. Essa, che brevemente illustra quindici secoli della tradizione monastica benedettina, “vuole mettere in luce il metodo con il quale un’opera nasce e come può conservare questa verità nel suo sviluppo nel tempo”, tanto che “non smetterà di rinnovare la sorpresa per come Dio fa germogliare anche oggi dal nulla il fiore di una umanità vera”.“Non intende ridurre l’importanza del lavoro, espressione della libertà umana. Al contrario, proprio perché si tratta di collaborare al disegno di Dio, il lavoro diventa più che mai audace e creativo”.
E l’argomento lavoro tornerà nei giorni della fiera nella “Tavola rotonda” sul tema: “Imparare a lavorare e lavorare imparando”. Ad essa sono stati invitati i maggiori industriali della nostra provincia che si confronteranno proprio sull’”audacia” e la “creatività” nell’innovazione e nel lavoro, in questi tempi di crisi sociale ed economica.
Legato allo sviluppo dell’impresa e alla responsabilità nel lavoro, v’è spazio anche per il gioco educativo: un grande ponte sarà innalzato all’interno degli spazi fieristici con la collaborazione di grandi e piccoli, quasi a significare il legame tra passato e presente, tra scuola e impresa o a sottolineare l’emergenza educativa che coinvolge tutti, nello studio come nel lavoro. E i piccoli, educati nella passione per l’agire e nel gusto per la vita che li circonda, possono aprire la mente al vero e gli occhi al bello e dare vita alla genialità che li porta verso il futuro armonioso che il loro cuore desidera.
La bellezza e l’armonia saranno le costanti della fiera, ma eromperanno in modo grandioso specialmente nel Concerto di lunedì sera, quando l’orchestra dei diciotto violini, guidati da uno splendido Stradivari, suonerà musiche di Haydn e di Mendelssohn. Sarà, quindi, ancora la bellezza a introdurci alla festa liturgica di S. Pancrazio del 12 maggio.
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