“Mio padre, malato, anziano e maltrattato”

La lettera denuncia sul trattamento di un anziano da parte della società che gestisce il trasporto dei dializzati. Una situazione ormai divenuta insostenibile

Vorremmo portare a Vostra conoscenza  il grave disservizio che nostro padre Mazza Tarcisio e la nostra famiglia sta subendo a causa delle cattive prestazioni che l’associazione Amica One eroga.
Nostro padre di 86 anni, non autosufficiente, affetto da demenza senile, spesso non orientato, dializzato terminale da 6 anni,con una cancrena al piede, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute, da 2 mesi viene accompagnato a fare dialisi dagli operatori di Amica One.
Sin dai primi trasporti abbiamo notato che il servizio era carente nella puntualita’,mio padre viene attaccato alle macchine per 3 volte la settimana dalle ore14 alle 18.30, arrivano per portarlo in ospedale anche con 45minuti di ritardo, ma consapevoli che non siamo i soli ad usufruire del servizio abbiamo sempre cercato di comprendere.
Ma ora le cose si sono fatte sempre più serie e non ci sentiamo più di stare ad osservare in silenzio!
Viene riaccompagnato a casa alle 19.45 in maniche di camicia, e alle nostre rimostranze ci è stato risposto che non è compito loro rivestire gli ammalati, che può anche essere vero, ma almeno il buon senso di coprirlo con una coperta che sicuramente hanno in dotazione in ambulanza…….   
A volte c’è un solo operatore e lui viene seduto al lato del guidatore, vi possiamo assicurare che quando termina la dialisi è in condizioni penose tanto è provato,ed estrarlo dall’abitacolo per lui che non si regge in piedi è un calvario.
Ma il fatto più grave è che viene riaccompagnato a casa con molto ritardo rispetto all’ora abituale, dove resti tutto il tempo non ci è dato a sapere!
Sabato 10/10 è tornato a casa alle 20.30, completamente disorientato, impaurito ed esausto, alla nostra richiesta di spiegazioni ci è stato risposto di telefonare al responsabile sig.Dino!!!!!
Consapevoli che è un servizio per ammalati importanti ci domandiamo con quali criteri si scelgono queste associazioni e i relativi operatori….e se c’è qualche persona che vigila sul buon andamento del servizio?.
Non credo ci sia bisogno di ricordarVi che sono Persone in difficoltà, ma pur sempre Persone e hanno diritto ad un trattamento che non leda la loro salute e la loro dignità
Se questi operatori (non tutti per la verità) sono in difficoltà a svolgere questo lavoro possono sempre cambiare per non arrecare ulteriori disagi a Persone che quotidianamente provano sulla loro pelle il Dolore fisico psichico e dell’anima.
Non sappiamo se questa lettera avrà un qualsiasi riscontro ma anche tacere e subire non è giusto e lo dobbiamo a chi visibilità sociale non ne ha più, a quella persona per noi Speciale che è nostro Padre e lo dobbiamo anche a noi stesse che condividiamo con lui questo pezzo di vita così dolorosa.
Distinti saluti         

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Ottobre 2009
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