I cinque anni di Solanti, tra orgoglio e amarezza
Il sindaco traccia un bilancio dell'operato dell'amministrazione: "Lasciamo una Samarate migliore, con più infrastrutture e più spazi sociali". Ma non nasconde la delusione per le polemiche interne alla maggioranza
Il 2009 coincide con l’ultimo anno di governo della città. Il bilancio annuale del sidaco di Samarate Vittorio Solanti non è dunque come gli altri: il primo cittadino ha parlato di quanto fatto nell’ultimo anno, ma anche dell’operato della giunta nel corso dell’intero mandato. «Abbiamo investito 15 milioni di euro per le infrastrutture, mai nessuno ha fatto di più per Samarate».
Solanti definisce il 2009 «un anno difficile», ma comunque «ricco di soddisfazioni». Tra i punti qualificanti, l’elevazione di Samarate a città, «un riconoscimento importante, dopo un millennio di
esistenza da borgo siamo diventati città». Più significativo ancora è stato il premio nel concorso per la Pubblica Amministrazione del progetto “Ti tutelo io” : «A gennaio consegneremo gli alloggi ai cittadini bisognosi».
Nell’ultimo trimestre dell’anno l’amministrazione ha anche varato il nuovo Pgt: «Un momento storico, un nuovo strumento urbanistico a distanza di vent’anni dal Prg del 1988, in grado di tutelare la qualità di vita, grazie alle alte dotazioni di standard a verde».
Passi avanti anche sull’efficienza energetica: «Abbiamo attivato il Tavolo Energia con Cardano al Campo e Casorate: ridurremo i consumi del 36% grazie a caldaie nuove e infissi che limiteranno la dispersione di calore. La sinergia con altri comuni ha pagato».
Numerose anche le novità nei servizi per i cittadini: «Abbiamo attivato il distributore del latte e finanziato la casa dell’acqua, che spero sarà realizzata nei prossimi mesi». È stato aperto il Centro Unico di Prenotazione per gli ospedali ed è stata attivata la consulta giovanile. «Abbiamo continuato nella politica di socialità, incentrata su Librando, sul weekend del commercio, sul nuovo mercato contadino bimensile, ben accolto dai cittadini».
Nell’ambito dei lavori pubblici il sindaco rivendica i risultati sulla viabilità sostenibile, «dossi e piattaforme rialzate per rendere più sicura la viabilità. Attiveremo poi anche il percorso pedonale protetto, una sorta di pedibus, che collegherà le scuole di via Indipendenza a Verghera con quelle di via Borsi».
Guardando all’azione amministrativa dei cinque anni in cui è stato sindaco, Solanti rivendica successi, ma non nasconde la sua amarezza per il clima che si respira in questi ultimi mesi.
«In cinque anni abbiamo investito 15 milioni di euro, tra cui 3,5 per gli edifici scolastici, 3,8 per la viabilità, 650mila per le strutture sportive. Mai nessuno ha messo in campo tante risorse». Il sindaco ha rivendicato la scelta, assai discussa anche da una parte della maggioranza, di affidare la Villa Montevecchio alla omonima Fondazione: «I progetti di valorizzazione si stanno avverando, i lavori sono partiti». Ma lo sforzo ha riguardato l’intero patrimonio immobiliare comunale, composto da 21 immobili e 110 appartamenti, «gestito nell’interesse della collettività». «Abbiamo anche investito 3,8 milioni per l’Edilizia Residenziale Pubblica»
Su un punto, il Centro Culturale Polivalente, Solanti ha dovuto arretrare, incalzato dalla minoranza, ma anche da alcune delle forze del centrosinistra: «Tengo però a precisare che il progetto non era una scelta del sindaco, ma un punto del programma elettorale condiviso. Doveva essere realizzato con proventi straordinari, in particolare un Piano Integrato che non è decollato. Sono d’accordo con chi chiedeva di non finanziarlo con nuovi mutui: il progetto è stato accantonato». Ma il sindaco rimane convinto che sarebbe una scelta da fare, magari tra un paio d’anni, in condizioni economiche differenti: «Servono nuovi spazi per le scuole materne, ma al di là di questo credo che le strutture comunali siano adeguate. Ciò che manca è uno spazio per la cultura: in città non abbiamo neanche una sala da 300 posti per convegni. Spero che i prossimi amministratori non abbandonino il progetto».
Lo scontro sul centro culturale ha spaccato la maggioranza, con la Sinistra particolarmente critica. E il consenso sul nome di Solanti è venuto a mancare: «Io sono fiero della mia candidatura, che confermo». Dopo le polemiche con la Sinistra e la nascita della Formazione Civica, Solanti non nasconde l’amarezza: «Mi sono sentito abbandonato, anche se ho ricevuto tanta solidarietà. Non capisco neanche l’idea delle primarie: o il sindaco ha lavorato bene e lo si riconferma o ha lavorato male e lo si dice apertamente. Io credo di aver lavorato bene: c’è ancora qualche buca sulle strade, ma la città è migliorata in questi anni». A gennaio il quadro nel centrosinistra dovrebbe chiarirsi e il sindaco deciderà se ricandidarsi o meno. Ma per ora la matassa rimane quanto mai ingarbugliata.
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