Operaio morto, la procura indaga per omicidio colposo
Nessun indagato per la tragica morte di gaetano Saraceni ma la procura vuole verificare se c'è stato un errore umano alla base dell'incidente
Potrebbe esserci un errore umano alla base dell’incidente sul lavoro avvenuto ieri all’interno dell’azienda Riganti di Solbiate Arno nel quale ha perso la vita il 31enne Gaetano Saraceni di Azzate. L’operaio è rimasto ucciso sul colpo da un pezzo metallico fuoriuscito da una pressa formatrice. L’operaio – da alcuni anni dipendente nell’azienda – è stato colpito in pieno allo sterno dall’oggetto che lo ha gettato a terra e trafitto causandogli gravissime ferite al torace, risultate poi fatali.
Il macchinario è ora sotto sequestro e il p.m. di turno della Procura di Busto Arsizio Valentina Margio ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. La procura si sta concentrando, in particolare, sulla dinamica dell’incidente che, secondo una prima possibile ricostruzione, sarebbe avvenuto in seguito ad una procedura non usuale messa in atto dagli operai che erano alla macchina per disincastrare un pezzo rimasto all’interno della pressa. A schizzare fuori dal macchinario, dunque, sarebbe stato uno dei due cunei messi a fare da spessore per disincastrare il pezzo facendo scendere la pressa. Proprio uno di questi due cunei, una volta fatta scendere la pressa, sarebbe fuoriuscito ad una velocità tale che avrebbe sfondato il vetro messo a protezione degli operai fino a colpire Saraceni in pieno sterno.
Il lavoro della procura, che attende la relazione prodotta dall’Asl, è mirato a definire la dinamica dell’incidente e a capire se vi sono responsabilità sul modus operandi dei lavoratori impegnati al macchinario.
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