Samarate: ecco la nuova giunta targata Tarantino

Vicesindaco sarà Albino Montani. Tre assesori a testa per PdL e Lega, una donna (Simona Aspesi) con delega a semplificaizone, innovazione e rapporti con la cittadinanza. Prima urgenza: intervenire sul PGT

Sei assessori, tre della Lega e tre del PdL, per affiancare Leonardo Tarantino nella sua nuova avventura: il governo di Samarate. Dopo l’esito trionfale delle elezioni che hanno visto un centrosinistra diviso letteralmente spazzato via dall’unità ritrovata degli avversari, il non ancora quarantenne neosindaco, che tratterrà le delghe a sportello unico attività produttive, comunicazione e sicurezza, ha presentato oggi la sua giunta.

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Sei, dal momento che bisognava equilibrare fra Lega (che a Samarate "il sorpasso" l’ha fatto) e PdL: questa anche l’interpretazione data a Somma Lombardo e in una marea di altre amministrazioni locali. Tarantino ha precisato che già prima delle norme "tagliapoltrone" venute da Roma era intenzione del centrodestra provvedere in questo senso. Inoltre, aggiunge, non si nomineranno consiglieri delegati: «Il centrosinistra lo aveva fatto a più riprese, con la nostra contrarietà, creando confusione».
Ma ecco la squadra del neosindaco, tutta di samaratesi "nuovi" mai stati assessori in passato:
vicesindaco sarà Albino Montani. A lui sono delegati istruzione, cultura, identità, sport. Luca Michele Gallazzi sarà invece assessore ad urbanistica, edilizia privata e politiche ambientali; Luciano Pozzi, già capogruppo di minoranza, si occuperò di programmazione finanziaria, tributi e personale. Completano la giunta Simona Aspesi, assessore a semplificaizone, innovazione, pari opportunità e rapporti col cittadino (una scelta precisa e voluta della nuova amministrazione), Valentino Celotto a famiglia, servizi alla persona e assistenza sociale, infine Ambrogio Matteo Brivio, il più giovane con i suoi 28 anni, e oggi l’unico assente per impegni improrogabili di lavoro, che si occuperà di lavori pubblici e patrimonio.

Tarantino ha tenuto ad esprimere la sua stima verso altre persone come Enrico Puricelli con le sue 250 preferenze circa, o Massimo Cappellano che ha fatto man bassa di voti nella sua frazione, Cascina Elisa; «anche altri avrebbero meritato, in entrambi i partiti, di diventare assessori. Tutti sono risorse che si cercherà di impiegare al meglio per il bene della città». Come detto un assessorato specifico è stato indicato per compiti legati alla trasparenza e al contatto con la cittadinanza: e fra le iniziative in programma ci sarà anche la chat del sindaco.
Su un piano di azione più concreta, il primo grosso problema da gestire sarà il Piano di Governo del Territorio (PGT), adotatto dall’amministrazione Solanti e che il centrodestra, non avendone condiviso l’impostazione, intende riprendere e modificare. «Ci sono oltre duecento osservazioni, di cui alcune nostre che permetteranno correttivi rilevanti ad un piano con aspetit anche fortemente impattanti. Certo un PGT andrebbe sempre costruito dall’inizio e non corretto in corsa» riconosce «si rischierebbe altrimenti un documento poco coerente, quindi prima di prendere decisioni azzardate ci toccherà un lavoro molto attento, di dettaglio. Questa sarà una priorità».

La giunta inizierà a lavorare appena i dirigenti comunali le avranno fatto un punto sufficientemente chiaro della situazione dei vari settori.
Intanto Tarantino riferiva che già nel pomeriggio di oggi si sarebbe recato ad incontrare il presidente uscente dell’azienda servizi comunale, nominato dalla precedente amministrazione, per chiederne le dimissioni, pur dando atto a Solanti di aver fissato, nell’ultimo rinnovo, un mandato a breve scadenza. «Ci sono difficoltà economiche per l’azienda, perdite di cui come Comune ci dovremo fare carico». Quando alla Fondazione Montevecchio, la questione è differente: non è tanto e solo legata allo spoil system, quanto, argomenta il neosindaco, ad un cambiamento di metodo che inserisca persone legate al mondo della cultura e alla valorizzazione dei beni culturali, in testa proprio la storica villa.

In mattinata Tarantino si era anche recato a Milano per partecipare alla grande manifestazione dei sindaci contro i tagli e le restrizioni ai bilanci, di cui ha riportato ottime impressioni. «Eravamo circa 4-500, io credo almeno un terzo dei sindaci lombardi – e teniamo conto che per i comuni sotto i 5000 ambitanti il problema del patto di stabilità non si pone. La partecipazione è stata massiccia e trasversale, di tutti gli schieramenti: qui ci sono comuni che per rientrare nel patto devono rinviare i pagamenti, mettendo in difficoltà le aziende».

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Pubblicato il 08 Aprile 2010
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