Nasce il comitato per l’acqua pubblica
Il circolo del Pd si attiva per sostenere a livello cittadino la raccolta di firme per i tre referendum contro la privatizzazione del servizio idrico
Dopo diverse serate dedicate al dibattito su temi d’attualità molto importanti come ad esempio la questione sull’acqua o sul nucleare, il circolo sommese del PD ha deciso all’unanimità di aderire al comitato promotore dei referendum che hanno lo scopo di evitare la privatizzazione della gestione dell’acqua. Consapevole dell’importanza di questa scelta, il circolo del PD ha anche creato un comitato cittadino che ha già raccolto oltre 150 firme nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 maggio.
La raccolta firme non si ferma e continuerà fino all’inizio del mese di luglio, prossima tappa Domenica 30 maggio al Parco di Corso Europa di Somma Lombardo dalle ore 10.00 in avanti.
“Stiamo inoltre cercando di coinvolgere tanti più soggetti possibili, a tal fine abbiamo inviato un invito formale anche a tutte le associazioni e a tutti i partiti politici cittadini. Sarà nostra premura attivare anche delle iniziative pubbliche dove verrà affrontato l’argomento più dettagliatamente.
Forse non tutti sanno – prosegue il circolo del Pd – che entro il dicembre 2011, tutti i comuni dovranno aderire a questa legge voluta dal governo Berlusconi trasformando i loro ATO (Ambito Territoriale Ottimale) in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Ovviamente noi siamo assolutamente contrari alla privatizzazione di un bene comune, fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo e indispensabile per le pratiche domestiche e industriali e agricole.
Preoccupazioni che ci portano a pensare che una volta entrati nel meccanismo dell’economia, intesa come business, i costi dell’acqua, salirebbero alle stelle permettendo di fatto a speculatori di aumentare i prezzi a loro piacimento, giocando sul fatto che si tratta di un qualcosa di vitale e di irrinunciabile importanza. Preoccupazioni cresciute sempre più alla luce di quanto già accaduto in alcuni comuni (Latina, Arezzo…) dove questa privatizzazione ha prodotto un considerevole aumento delle tariffe, in alcuni casi superiori al 100%”.
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