Fondazione Montevecchio, è ancora scontro aperto

Tarantino prende atto delle dimissioni a gennaio di Paccioretti: "poi cambieremo lo Statuto". Intanto Partito Democratico e Italia dei Valori si scambiano bordate

Il Pd parla di «burattini» nelle mani di  Luigino Portalupi, i dipietristi rispondono per le rime: «voi avete pensato per cinque anni solo a spartirvi i posti di potere». È sempre più forte lo scontro tra le forze di opposizione samaratesi: al centro di tutto, ancora, il tema della Fondazione Montevecchio. Il tutto mentre il sindaco Leonardo Tarantino aspetta le dimissioni del Presidente della Fondazione, Emilio Paccioretti, attese per gennaio. «Mi auguro che il ricambio sia veloce, la nuova presidenza sarà solo transitoria, in attesa del rinnovo dell’intero CdA a maggio» spiega Tarantino. Il primo cittadino non ha comunque apprezzato «l’atteggiamento» di Paccioretti nella supercommissione congiunta dedicata alla Fondazione. Troppi i dati presentati, fuggendo invece – sempre secondo il sindaco, le vere questioni: «Non sono ancora sicuro che sulle assunzioni sia stata seguita una procedura regolare». Ma la funzione di controllo e il potere dell’azionista (il Comune) sulla Fondazione culturale rimangono secondo Tarantino insufficienti: «Non abbiamo neppure la possibilità di avere i verbali. Per questo credo che lo Statuto dovrà essere aggiornato, per consentire maggiore controllo». Questo sarebbe il passaggio da attuare con il nuovo CdA, oltre all’introduzione della possibilità di fare entrare nello stesso CdA i rappresentanti degli investitori privati. Si tratterebbe di un ulteriore passaggio di "riordino" delle società partecipate, dopo la nomina del nuovo presidente di Asc.
 
Questo è quanto riguarda i rapporti tra Amministrazione e Fondazione. Sullo sfondo, intanto, si agita la polemica interna alla maggioranza. Il Pd ritiene chiusa la questione Montevecchio: «Finalmente – scrive in una nota il Pd – si è passati dalle chiacchiere, dalle illazioni e anche dagli attacchi personali e pretestuosi a un tentativo di affrontare la questione con metodo e serietà. Il risultato lo giudichiamo positivamente: la presidenza della Fondazione ha risposto puntualmente agli interrogativi e ai dubbi dei commissari evidenziando la positività dell’iniziativa e del lavoro prodotto». Il giudizio secondo i democratici è condiviso anche dalla maggioranza, mentre «smarrito e balbettante» sarebbe stato Gildo Introini, «che per parecchi mesi ha gettato fango, senza competenza e senza conoscere nel dettaglio le situazioni, sull’Ente». Introini è definito dal Pd come come «un burattino che, mancando il burattinaio che lo dirige da dietro le quinte, non è stato in grado di sostanziare alcuna contestazione né di sostenere le sue opinioni a riguardo». E il burattinaio altri non sarebbe che Luigino Portalupi, storico esponente socialista (come alcuni dei dipietristi locali, tra cui lo stesso Introini) ora guida di una delle correnti interne al PdL samaratese
 
La replica dell’IdV, firmata da Eliseo Sanfelice, non si è fatta attendere: «Il Partito Democratico non si è reso conto che ha perso le elezioni perché in cinque anni non ha costruito una classe dirigente ma ha solo pensato di spartire luoghi di gestione (Presidenza Azienda, Presidenza Fondazione, Assessori inattivi, ecc.)». Al contrario Sanfelice presenta l’IdV come «l’unica forza che ha posto problemi rilevanti alla maggioranza, pur mantenendo toni e rapporti corretti», citando il caso della Fondazione Montevecchio e la denuncia della “parentopoli” in ASC». Sulla gestione del Montevecchio ribadiscono: «il comportamento della Presidenza della Fondazione circa le assunzioni appena effettuate è, a nostro avviso, pesantemente criticabile»

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Pubblicato il 11 Dicembre 2010
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