I primi nove mesi di Leonardo Tarantino
Il sindaco traccia un bilancio, tutt'altro che scontato, dell'inizio di legislatura. Tra i temi, anche la Fondazione Montevecchio: "da gennaio si cambia"
Finisce l’anno e anche a Samarate è tempo di bilanci politici: il sindaco Leonardo Tarantino è al governo della città da nove mesi e ha di fronte un 2011 che – sul fronte del bilancio – si preannuncia complicato. «Sarà un anno pesante da gestire, ma non metteremo le mani nelle tasche dei
cittadini» garantisce Tarantino. Tra i temi caldi, rimane anche il futuro della Fondazione Montevecchio: con l’inizio dell’anno è annunciato un cambio di direzione, con l’avvicendamento ai vertici. «Ho firmato una richiesta di convocazione dell’assemblea dei soci», che dovrà prendere atto delle dimissioni già annunciate del presidente Emilio Paccioretti e capire quali saranno le intenzioni per i prossimi mesi. Il sindaco – che rappresenta il socio unico della Fondazione – vuole cambiare le regole dello Statuto e ridefinire i compiti e il rapporto tra i due soggetti, fondazione e Comune. «Oggi appaiono evidenti due fatti oggettivi: da un lato che la Fondazione ha promosso attività straordinarie (come il recupero della villa o il lancio della scuola di musica), che prima non c’erano: in questo è efficente. L’altro fatto oggettivo è che tutto è stato fatto a carico del Comune». In pratica, uno degli obbiettivi (la gestione più snella della villa) è stato raggiunto, l’altro (la ricerca di finanziatori privati) ancora no. «Se la fondazione marciasse sulle sue gambe sarebbe un risultato positivo». Per andare avanti, però, il sindaco chiede anche un rapporto tra i due enti che consenta al socio – il Comune – di dire la sua sulle scelte da fare, cosa che oggi invece non è possibile. Al di là dei vertici ancora da nominare, rimane uno degli obbiettivi per i prossimi mesi.
L’avventura di Tarantino e della nuova giunta di centrodestra è iniziata quasi a primavera, con il primo consiglio comunale, celebrato in piazza. «Segnale di avvicinamento alla gente, non solo simbolico» ricorda il sindaco, citando poi la prima delibera votata, il rifiuto ai "benefit" per gli amministratori (telefono e posto auto riservato) che fu al centro di grandi polemiche durante la campagna elettorale. Tra le altre scelte ricordate in positivo, anche quella delle ordinanze antidegrado varate in estate e del rilancio delle iniziative natalizie. Ma Tarantino rivendica anche la scelta di accantonare il vecchio Pgt voluto dal centrosinistra e ripensarlo da (quasi) zero: «una scelta che non è stata fatta a cuor leggero». E qui si apre la questione delle entrate previste a bilancio il prossimo anno, visto che la mancata approvazione del Pgt blocca una parte delle risorse che verrebbero dall’ICI. «Sicuramente – ammette Tarantino – sarà un anno pesante da gestire, per effetto dei 430mila euro in meno di trasferimenti statali a cui si aggiunge la mancanza di oneri di urbanizzazione. Ma non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini». Un po’ grazie all’addizionale Irpef decisa dalla giunta Solanti in passato (e che rappresenta una “base” fissa preziosa), un po’ contando sulla razionalizzazione e la riduzione degli sprechi, Tarantino conta di gestire il bilancio senza scivoloni. Certo, non ci sono margini per spese ulteriori. Ecco perchè il Pgt diventa a questo punto centrale: «L’adozione entro giugno è un obbiettivo ragionevolissimo» spiega il primo cittadino, che è convinto che le difficoltà politiche che hanno bloccato per qualche mese il piano siano ormai superate. Con il Pgt verranno sbloccate circa 270 mila euro di risorse.
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