L’ordinanza dei 30 all’ora potrebbe essere ritirata
La decisione sarà presa mercoledì da una riunione di maggioranza. Il sindaco precisa: “Non per le proteste, ma per la presenza di inquinanti che è scesa”
L’ordinanza che impone i 30 km/h su tutto il territorio potrebbe essere ritirata. «Non per le proteste – spiega il sindaco Luciano Porro -, ma solo perchè, come scritto nel provvedimento, i limiti delle polveri sottili sono sotto la soglia di allarme da diversi giorni». La decisione sarà presa da una riunione di maggioranza che è in programma per la giornata di mercoledì: l’ordinanza anto-inquinamento, che sarebbe dovuta rimanere in vigore fino al 15 marzo, potrebbe quindi subire un stop. Intanto, a prescindere dalla decisione che sarà presa dal vertice, l’amministrazione ha fissato un incontro pubblico sul tema dell’inquinamento: giovedì 3 marzo, nell’aula magna della scuola media Aldo Moro, esperti e relatori approfondiranno il tema dell’inquinamento, soprattuto sui vantaggi o meno del limite dei 30 km/h.
I livelli di Pm10 nella giornata di lunedì a Saronno si sono fermati a 45 mg/mc, da diversi giorni sotto la soglia di allarme fissata a 50. Il sindaco rifiuta però le accuse da parte dei partiti di opposizione del centrodestra (Pdl, Lega, Unione Italiana) che hanno raccolto circa 1.300 firme per chiedere il ritiro del provvedimento: «Tengo monitorati i dati ogni giorno e ne sono soddisfatto: sicuramente siamo stati aiutati dalle condizioni meteorologhe favorevoli, con diversi giorni di pioggia. Ma la nostra decisione di imporre l’ordinanza non è stata un capriccio, ci siamo basati su esperienze di altre città europee e il risultato c’è stato».
«Ribadisco che questo provvedimento è stato voluto anche per scuotere le acque e evitare fatalismo di tutti glia altri – prosegue Porro -. L’ordinanza ha portato una rivoluzione per l’uso dell’automobile. Gli esperti citati spesso dal centrodestra non hanno detto che il limite non funziona, ma che deve essere studiato bene. Noi, a prescindere abbiamo fatto qualcosa. Mi preoccupa il silenzio di Regione e Provincie: perché mettere il limite solo sulle tangenziali di Milano? Perchè non coordinarsi? Mi stupisce non ci sia la volontà degli organismi superiori di creare un fronte comune sul problema, al di là del colore politico».
«Magari – conclude Porro – tra vent’anni quello che diciamo oggi sarà la norma, siamo noi i responsabili del nostro futuro. Rifiuto l’idea di non fare nulla perché gli altri non fanno niente».
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