“Non ci resta che imparare dai musulmani”
Intervento dell’ex sindaco Pierluigi Gilli dopo la chiusura del Ramadan: “Le chiese sono vuote, le moschee, anche quelle provvisorie, sono strapiene”
«È proprio vero che i tempi cambiano: quanti Italiani, teoricamente quasi tutti cristiani, si ricordano della Quaresima? La Pasqua ridotta ad occasione di ponte lungo, vanificata la memoria del pilastro della Fede: la Risurrezione». Un commento amaro da parte dell’ex sindaco Pierluigi Gilli dopo la conclusione del Ramadan, il mese di preghiera dei fedeli musulmani, raccontato nei giorni scorsi. Festa che si è conclusa con oltre 1.200 fedeli a pregare insieme.«Oggi si parla quasi solo di ramadàn, anche al bar; ricorrenza entrata nel linguaggio comune – continua Gilli -; la quaresima è solo un impiccio, con il suo modesto digiuno, non più osservato, siamo tutti moderni e laici, qualcuno si definisce cattolico adulto, sempre in prima fila per l’integrazione, in quale senso non si sa. Intanto, le chiese sono vuote, le moschee, anche quelle provvisorie, sono strapiene, con tantissimi bambini. Non ci resta che imparare, altrimenti, nel giro di poche generazioni, dei cristiani non resterà neppure la testimonianza e il capo velato dominerà (solo per le donne, scil.)».
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