Crespi: “A Busto non c’è solo lo stadio, spendiamo anche per la cultura”

L'assessore alla cultura torna a difendere la trattativa per l'acquisto del teatro Sociale, operazione al centro di molte polemiche anche nella maggioranza. Il Pd: "L'assessore ci racconti cosa vuole fare di quella struttura"

La vicenda dell’acquisto da parte del comune del teatro Sociale sta scuotendo la politica bustocca. Dalla maggioranza e dall’opposizione si levano mugugni e richieste di chiarimento ma l’assessore alla cultura Mario Crespi va avanti per la sua strada: «Il teatro Sociale è un patrimonio che va difeso, non dimentichiamoci che compie 120 anni di storia e una città come Busto ha il potenziale per poterlo mantenere vivo». Di fronte a chi parla di costi troppo onerosi, si parla di circa 3,5 milioni di euro per il suo acquisto, Crespi non si scompone e puntualizza: «I soldi sono già a bilancio da tempo, come ha già detto lo stesso sindaco, ricordo che del suo acquisto si parla almeno da 25 anni – ricorda l’assessore – come si spende un milione di euro per adeguare lo stadio Speroni, patrimonio della città anch’esso, si possono trovare le risorse anche per il teatro, che è un bene utile a tutta la città e non solo ai mille che ogni domenica vanno a vedere la Pro Patria».

Il ragionamento di Crespi guarda ad una fondazione culturale, sul modello di quello che è avvenuto a Gallarate, e la convinzione è che non ci sia concorrenza con la città dei due galli: «Nessuna competizione, anzi credo che Busto possa avere un suo bacino d’utenza senza andare a pestare i piedi a nessuno». Intorno alla trattativa, intanto, si mantiene il più stretto riserbo mentre dall’opposizione la consigliere comunale del Pd Erica D’Adda torna a chiedere maggiore trasparenza e un coinvolgimento anche in commissione: «Non chiediamo una semplice esposizione del già fatto, tra l’altro anche nello stesso Pdl molti sono rimasti spiazzati da questa trattativa mentre la Lega chiede una frenata – fa sapere – vogliamo capire quale sia il progetto complessivo. In un momento di tagli alle amministrazioni pubbliche o c’è un progetto reale e consolidato oppure si rischia solo di accollarsi un costo enorme con pochi benefici». La commissione cultura si riunirà nei prossimi giorni e non prevede la discussione dell’acquisto del Sociale ma sarà difficile evitare di parlarne già in quella sede, altrimenti il Pd è già deciso a chiedere alla presidente Isabella Tovaglieri una nuova convocazione. La stess

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Pubblicato il 13 Settembre 2011
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