Muore travolto dalla ruspa, lo cercavano da due giorni

Vittima un ragazzo di 26 anni che stava lavorando nei boschi a 200 metri dalla sua abitazione. Il recupero della salma nella notte

A pochi passi dal corpo senza vita di un ragazzo di 26 anni, nell’oscurità della notte, è visibile una luce dal colore azzurro: è la lampada della casa dove abitano i suoi genitori, che di lui non avevano più notizie da giorni. Ma Luigi Di Leo, 26 anni, di Venegono Superiore era lì, sotto la piccola ruspa che nei posti di campagna si usa per scavare o governare il bosco.
Lo hanno ritrovato giovedì sera i suoi amici, che era già buio. Verso le 21.30 infatti è arrivata una chiamata al 118 di Varese: una persona è rimasta schiacciata da una ruspa. Partono i soccorsi diretti verso la zona Monterosso, una località con boschi, ville isolate e strade sterrate al confine fra Venegono Superiore e Vedano Olona. Il luogo è impervio e all’interno di un fondo privato: sono i boschi della famiglia Di Leo dove il ragazzo era andato – si pensa – a far legna. Occorrono i Saf dei vigili del fuoco per raggiungere il posto, piuttosto scosceso e totalmente al buio. Il ragazzo deve aver imboccato una strada molto ripida e col terreno scivoloso, a tal punto che il mezzo, una piccola ruspa, si è capovolta, schiacciandolo.
Luigi viveva in uno stabile di famiglia a poca distanza dall’abitazione dei genitori, in un gruppo di case che sta al civico 27 di via Del Fante. Divideva un immobile col fratello e sembra conducesse una vita del tutto autonoma. Da un paio di giorni non si vedeva in giro.
Così partono le prime telefonate, amici e famigliari lo cercano. «Forse è andato a sciare» ha pensato uno degli amici che ha parlato coi carabinieri, i quali hanno cercato per tutta la sera di venire a capo dell’accaduto. «Poi questa sera siamo tornati qui a casa per vedere se era rientrato. E ci è venuto un dubbio: dov’è la ruspetta?».
Dalle case al bosco la distanza è di qualche centinaio di metri, che vengono percorsi rapidamente dai ragazzi: il segno lasciato dalla ruspa verso la riva del bosco non ha lasciato dubbi: Luigi era lì sotto. Difficile ricostruire con esattezza il momento in cui far risalire il decesso: su questo solo un esame autoptico potrà far luce.
Quella che gli stessi investigatori fanno capire essere una disgrazia, ha scosso la comunità di Monterosso. Ben oltre passata la mezzanotte tanti vicini e amici erano nei paraggi per capire cosa fosse accaduto con precisione. «Non riesco ancora a crederci, quando me l’hanno detto ero al bar – racconta Alberto Nardello, un amico della vittima – . Mi son detto: non è possibile! Poi sono venuto qui, al buio, ho visto la “strada” che Luigi aveva imboccato, tra gli alberi, per fare chissà quale lavoro: sapevo che per arrotondare di tanto in tanto tagliava qualche pianta per vendere la legna. Ma da qui a pensare che potesse trovare la morte a poca distanza da casa, davvero mi lascia senza parole».
Le operazioni di recupero della salma sono avvenute a tarda notte.

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Pubblicato il 16 Dicembre 2011
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