“Orgogliosi di far lavorare i profughi bengalesi”
Le precisazioni dell’assessore Valeria Valioni sul progetto di accoglienza che permette ai profughi provenienti dalla Libri di effettuare lavori di pulizia del centro città
Nella fotografia pubblicata su Saronno Sette in data 30 novembre, si evidenziava il contributo alla pulizia della città da parte dei profughi di nazionalità bengalese e provenienti dalla Libia.
Alcuni cittadini hanno chiesto ulteriori chiarimenti sulla loro "posizione lavorativa". Si tratta di un progetto di accoglienza-formazione che integra lo studio della lingua italiana, la conoscenza di alcune normative fondamentali del Paese che li accoglie e l’apprendimento di un semplice lavoro manuale. Il progetto è stato approvato dalla Prefettura ed ha suscitato consenso ed interesse da parte di molti Comuni, perché evita di tenere tanti uomini validi in condizione di frustrante inattività in attesa della valutazione della loro richiesta di asilo da parte degli Organi Competenti.
È riconosciuto un minimo contributo economico, il cui onere è totalmente coperto dalla quota pro-capite che il Ministero dell’Interno conferisce al Comune per l’ospitalità assicurata. Tale quota copre anche ogni altra necessità dei profughi (riscaldamento, pasti, carta telefonica per parlare con i famigliari, spese sanitarie, ecc.) e consente ai profughi di inviare una minima cifra alle loro famiglie in patria, che versano in difficoltà economica poiché venuto meno l’invio del salario del precedente lavoro in Libia.
Andiamo giustamente orgogliosi del risultato di questo progetto, perseguito con ostinazione, superando numerosi ostacoli burocratici, dagli operatori del Servizio Sociale e che ha una buona riuscita anche grazie alla serietà ed all’impegno dei nostri amici bengalesi.
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