Rissa tra profughi: arrestati in cinque
Da mesi vivevano in un appartamento affittato dallo Stato per l'emergenza profughi: parlavano lingue diverse e alla fine l'ennesimo litigio si è trasformato in scontro fisico
Cinque profughi scappati dalla guerra in Libia, che vivono in un appartamento di San Macario, frazione della cittadina di Samarate. Uno libico, quattro nigeriani, in attesa di sapere qualcosa del proprio futuro. Il libico parla solo arabo, i nigeriani parlano inglese. Dopo mesi di convivenza dall’ennesimo diverbio scoppia una rissa: così i cinque richiedenti asilo finiscono in manette, arrestati dal Nucleo Operativo dei carabinieri di Busto Arsizio.
Gli stranieri si trovavano ospitati presso un immobile assegnato nell’ambito del progetto "Emergenza profughi nord africa" e godevano della protezione internazionale per via del loro status di rifugiati politici. Dopo mesi di convivenza difficile, giovedì pomeriggio si è scatenato il putiferio, il libico ed i quattro nigeriani si sono affrontati a colpi di ombrello e di cocci di vetro, ottenuti frantumando tutti i vetri dell’abitazione. Tutti e cinque sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari, riportando prognosi da 5 a 15 giorni. Il tutto sotto la stretta sorveglianza dei carabinieri, che al termine delle medicazioni e degli accertamenti di rito, li hanno dichiarati in stato di arresto per aver scatenato la violenta rissa. La loro posizione è al vaglio delle autorità per i benefici concessi con l’asilo offerto dall’Italia, il che significa che rischiano di dover tornare nei loro Paesi d’origine. Si trovano attualmente in carcere di Busto.
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