Farmacie in crisi, il PdL: “Non ha senso mantenerle”

Nel 2011 il fatturato è calato ancora e ora si apre una questione nella maggioranza: i vertici del PdL hanno una posizione precisa. "Nessuna esigenza sociale giustifica il servizio in perdita"

«Nessuna esigenza sociale giustifica il mantenimento delle farmacie in perdita». Il PdL samaratese lancia l’idea di cedere le farmacie comunali Asc, il cui fatturato è in drastica diminuzione. A smuovere il PdL  sono state le cifre e le strategie illustrate dal presidente dell’Asc Ercole Zanetello e dal sindaco Leonardo Tarantino: il segretario Massimo Cappellano e i delegati Marco Pariani e Luigino Portalupi si dicono sorpresi dell’annuncio delle «azioni a breve/brevissimo termine» presentate da Asc, «poiché il PdL da ben otto mesi ha posto il problema della diminuzione del fatturato delle farmacie, del passivo della Asc e ha chiesto in più incontri di avere i dati di bilancio parziale (le così dette mensili / trimestrali) per poter svolgere una riflessione seria sul futuro». I vertici del PdL samaratese ricordano che, dal punto di vista della dottrina liberale, «non vi è nessun interesse pubblico o sociale per un Comune , in un territorio come il nostro a forte domanda e concorrenza, ad essere proprietari di farmacie» e che, nel confronto tra privato e pubblico, «le società pubbliche hanno costi e personale ben superiori».

Per il resto, rimangono i dati della drastica diminuzione di fatturato delle due farmacie comunali (che affiancano le due private, su un bacino di circa 20mila abitanti): nel 2011, nel confronto con il 2010, i due punti vendita hanno registrato una riduzione del 7-8% sui ricavi, il che significa 260mila euro in meno circa di fatturato. La redditività al netto dei costi di personale è scesa margine è scesa da 950mila a 870mila. Per questo il PdL nota che – non potendo l’azienda già in difficoltà sopportare servizi in perdita – «nessuna esigenza sociale o di soddisfacimento dei bisogni primari della nostra popolazione giustifica mantenere questa attività a carico della amministrazione pubblica o di società di proprietà dell’ente pubblico». Insomma: si dovrebbe fare una operazione di cessione del servizio, seguendo la strada già tracciata su altri ambiti. E chiede di affrontare il tema in giunta, in maggioranza e in commissione, avendo come base i bilanci. «Ripetiamo, lo chiediamo da mesi di avere dati puntuali», concludono Cappellano, Pariani e Portalupi.

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Pubblicato il 23 Febbraio 2012
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