Cna: “Le imprese non possono aspettare i tempi della politica”

Il progetto di legge , messo a punto dalla giunta lombarda e intitolato “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, è stato assegnato alla commissione attività produttive e lì rischia di rimanere. «Se fare impresa sarà più facile e soprattutto più semplice, allora diventeremo più competitivi»

L’acronimo sembra un’esclamazione di scetticismo. Eppure nello «SBA», che sta per small business act – pacchetto di principi guida e misure concrete elaborato dalla Ue per sostenere la crescita e la compettvità delle piccole imprese – sono riposte le speranze per il futuro di tanti piccoli imprenditori.
Il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore alle Attività produttive, Andrea Gibelli, da tempo insiste a parole sull’importanza di questo “pacchetto” per le imprese lombarde. Incontri, convegni, visite alle aziende. Va tutto bene, ma per gli imprenditori non c’è più tempo e le dichiarazioni di intenti vanno tradotte in provvedimenti che abbiano ricadute reali perché la crisi e i venti di recessione stanno flagellando le imprese. I dati forniti dai vertici di Cna Varese disegnano, infatti, un quadro preoccupante, basti dire che solo a gennaio di quest’anno è stata fatta tanta cassa integrazione quanta nell’intero 2011. 
Il progetto di legge numero 146, messo a punto dalla giunta regionale lombarda e intitolato “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, è stato assegnato il 16 febbraio scorso alla quarta commissione referente (attività produttive), ma dovrà passare anche in tutte le altre commissioni consultive. E così i tempi della politica rischiano ancora una volta di essere ben lontani da quelli delle imprese. (foto sopra, da destra: Fausto Cacciatori e Giuseppe Vivace)

«L’artigianato – spiega Fausto Cacciatori, presidente regionale di Cna – sta soffrendo molto di più della piccola e media impresa. Si lavora a vista perché ciò che manca è un minimo di certezza sul futuro. A fronte di questo quadro, vediamo che ci sono molti nostri imprenditori che hanno ancora voglia di imparare, ci credono, innovano e fanno ricerca».
Le imprese non possono programmare anche perché si scontrano da troppo tempo con la difficoltà di accesso al credito che tra l’altro è uno dei punti affrontati all’articolo 55 dello Sba made in Lombardia. «Le linee guida dello small business act sono condivisibili – aggiunge Giuseppe Vivace, segretario regionale di Cna –. Il problema è che stiamo aspettando che qualcosa si muova. Occorrerebbe una task force sulla semplificazione, un intervento serio sul tema degli appalti pubblici da declinare anche su una dimensione medio-piccola, come avviene negli Usa dove c’è una quota riservata alla micro impresa, e un’agenda digitale per il Paese, considerata la forza che esprimono le nostre imprese nel settore dell’information technology. Ci auguriamo che tutto questo avvenga ».

Gli artigiani sperano, dunque, che l’asticella finalmente si abbassi anche per loro, perché c’è una quota di mercato a cui possono aspirare solo se «il pubblico» si deciderà ad aprire quel mercato. Su un punto così importante ci si aspettava forse qualcosa di più da Rete Imprese Italia, il «superorganismo» di rappresentanza dei “piccoli” che negli ultimi mesi sembra essere scomparso dalle cronache dell’economia nostrana. «Rete imprese Italia – commenta Cacciatori – svolge un ruolo importante e il manifesto per l’Italia è stato un grande atto di responsabilità nei confronti del Paese. In questi mesi c’è stata un’elaborazione, quindi siamo presenti ma poco visibili. Forse paghiamo il fatto che abbiamo bisogno di strutturarci e che non siamo presenti nei cda dei grandi giornali».
(foto, in primo piano Roberta Tajé e Franco Orsi, direttore e presidente di Cna Varese)

Avanza anche un nuovo paradigma imprenditoriale che non risente della crisi e viaggia come se la tempesta che ha travolto il mondo produttivo occidentale non fosse mai avvenuta. «Le imprese più internazionalizzate – conclude Vivace – stanno andando meglio e l’export lombardo lo dimostra. Ma questo nuovo paradigma l’imprenditore non puo’ affrontarlo da solo, occorre uno sforzo comune con il contributo di chi in questa regione ha ruolo e potere in materia. Ci sono le priorità per affrontare questo nuovo tempo e Cna ha identificato la principale nella semplificazione: se fare impresa sarà più facile e soprattutto più semplice, allora diventeremo più competitivi».

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Pubblicato il 09 Marzo 2012
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