L’opposizione perde un altro pezzo
Dopo Lella Parini anche Angelo Maineri abbandona le file dell'opposizione in consiglio comunale. Un gesto polemico in rotta con il sindaco che replica: "Siamo abituati a questi comportamenti"
Terremoto nella vita politica di Comerio. Dopo le dimissioni presentate da Lella Parini, consigliere di minoranza, anche Angelo Maineri sceglie di andarsene dal consiglio. E lo fa in modo polemico, attaccando la giunta per aver sistematicamente distrutto tutto quello che lui stesso aveva costruito nella passata legislatura: « A fronte delle numerose parole di elogio che a inizio mandato l’attuale Maggioranza, in particolare nella persona del Sindaco, ha indirizzato nel giudicare il mio trascorso operato di Assessore che chiaramente auspicavano e invitavano ad una fattiva mia collaborazione con l’attività comunale, di fatto, oramai a quasi un anno di distanza, si sono rivelate parole senza fondamenta, null’altro che uscite demagogiche». Maineri ricorda la Commissione cultura, per la cui guida si era fatto il suo stesso nome, ma che è non è mai stata costituita: «Prova ne è che la tanto annunciata “commissione cucultura”, esaurito il suo compito di teatrale messaggio d’apertura democratica è scomparsa nel silenzio dell’indifferenza generale. E tralasciando pure gli episodi di infruttuose interrogazioni consigliari che la applicazione solerte e letterale di un articolo del Regolamento Comunale ha volutamente zittito , anche un paio di mie lettere protocollate indirizzate al signor Sindaco , riguardanti l’offerta culturale a Comerio e il restauro di villa Tatti, sono state private della minima dignità di una risposta fosse questa positiva o negativa». Maineri accusa la giunta di non aver dato seguito a proposte di elevato valore culturale senza nemmeno una lettera di spiegazioni: «Purtroppo devo costatare che la Maggioranza, forse spinta da sicumera causata dal risultato elettorale, si è comportata con il più scontato atteggiamento del vincitore: distruzione e cancellazione del passato, senza preoccupazione alcuna di comprendere prima e poi eventualmente cassare scelte e programmi di qualità che solo mediante la loro riproposta avrebbero continuato a destare interesse, come hanno destato, persino in ambito nazionale del nostro Comune».
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