Rubate friggitrici e griglie alla Robur. Il decimo furto in due anni
Ancora ignoti compiscono la sede della società sportiva che gestisce 420 ragazzi. Tra tutti i furti danni per 45mila euro: “Siamo in ginocchio e siamo stati lasciati soli, aiutateci”
Era tutto pronto per la festa estiva della Robur, ma l’ennesimo furto ha messo in ginocchio la società. Durante la notte tra mercoledì e giovedì un altro furto è stato compiuto da ignoti alla sede della Robur Calcio, lasciando sconcertata la società e i genitori: questa volta è stato rubato il materiale per fare le feste della società e dell’oratorio: attrezzi da cucina, friggitrici, griglie. Materiale che la società, e l’oratorio, avrebbero utilizzato durante l’estate. Un semplice furto, ma è il decimo in due anni: nel mirino dei ladri sempre il Centro giovanile Ugo Ronchi, dove c’è la sede della Robur Calcio.
La società, di cui è presidente da 10 anni Mario Busnelli, è in ginocchio. 420 ragazzi, 24 squadre, la Robur è un punto di riferimento per l’intera città. Nei mesi scorsi sono stati rubati i computer della segreteria, le stampanti, è stata danneggiata più volte la sede, rubate diverse volte anche le attrezzature come palloni, tute, divise, pantaloncini e magliette nuove, e molto altro. Ora questo nuovo furto. «In totale abbiamo subito danni per 45mila euro e non abbiamo mai avuto un aiuto da nessuno, ci siamo sempre dovuti arrangiare – commenta amaro il presidente Busnelli -. Questa situazione mi lascia molto perplesso e sgomento. Siamo sempre ripartiti in qualche maniera, ma ogni volta è più difficile, la crisi colpisce tutti. Quanto accadono queste cose è sintomo di quello che può fare chi è senza lavoro, chi è alla disperazione. I carabinieri fanno il loro lavoro, non ce l’ho con loro, ma ce l’ho con una società che sta andando alla deriva, serve che tutti facciano qualcosa».
Busnelli vuole quindi lanciare un appello preciso: «Ho sempre rifondato io i danni, ma non si può andare avanti in questo modo. La società è dei nostri ragazzi, effettua un servizio educativo, non solo verso lo sport, ma anche di vita. Si devono sentire tutti coinvolti in questa situazione, amministrazione comune e famiglie. Per questo lancio un appello a tutti perché ci si possa aiutare a vicenda. Chi può dia pure un contributo economico, ma c’è bisogno anche di disponibilità, di tempo, di aiutare a mantenere pulita, sotto osservazione, viva, la nostra sede. Non è facile andare avanti in questo modo, io proseguirò per il bene dei nostri ragazzi, ma serve aiuto». Chiunque volesse raccogliere l’appello di Busnelli può scrivere a busnelli.mario@virgilio.it
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