Il Varese si fa acciuffare in extremis dal Bari: 2-2
Avanti 2-0 al 42' della ripresa grazie a Ebagua e Kone, i biancorossi subiscono due reti dai pugliesi nel finale e perdono la scia delle capoliste Livorno e Sassuolo. Tanto pubblico per rendere omaggio a Peo Maroso
Il veleno sta nella coda. Lo avranno pensato a Lanciano e Modena quando le squadre locali sono state infilzate dal Varese nelle precedenti giornate, lo pensiamo noi questa sera quando sono i biancorossi a maledire i minuti finali in cui il Bari realizza una strepitosa rimonta e ferma la corsa degli uomini di Castori. Avanti 2-0 al 42′ della ripresa, il Varese si fa superare tre volte in 4′ e per fortuna il secondo di questi gol è annullato per fuorigioco: al “Franco Ossola” finisce 2-2, risultato che fa piacere soprattutto a Livorno e Sassuolo che vanno in fuga in testa al campionato.
Corti e compagni rimangono al terzo posto solitario con 9 punti (contro 12) ma questa sera restano con la sensazione dell’incompiuta. Un peccato perché, dopo un primo tempo poco esaltante, il Varese aveva dato scacco al Bari con le reti di Ebagua e Kone e con qualche altra folata a legittimare il doppio vantaggio. E invece, sugli ultimi assalti pugliesi, la difesa è implosa lasciando campo libero agli avversari che sono arrivati troppo facilmente davanti all’incolpevole Bressan. Ora i biancorossi di Castori dovranno andare a Castellammare di Stabia: arrivarci con un poker di successi avrebbe facilitato il viaggio.
COLPO D’OCCHIO – La prima serata senza Maroso è anche la serata di Maroso. La grande bandiera biancorossa, scomparsa tra sabato e domenica, è ricordata da uno striscione in curva e da uno tenuto dai bambini del vivaio che fa il giro del campo, accompagnato dal figlio di Peo, Virgilio, e dalla nipotina. Tanto pubblico comunque a Masnago per omaggiare il grande Peo ma anche l’undici di Castori dopo la partenza sprint in campionato.
CALCIO D’INIZIO – La scelta sulla coppia centrale titolare era quella tenuta in sospeso da Castori alla vigilia; in campo vanno Rea e Carrozzieri con Troest febbricitante in panchina. Per il resto è il Varese che ci si aspetta, con Fiamozzi confermato terzino destro ed Ebagua accanto a Neto. Torrente conferma un Bari con il tridente d’attacco formato da Iunco, Caputo e Ghezzal mentre a comandare la difesa c’è un ex importante come Claiton Dos Santos.
IL PRIMO TEMPO – Tre lampi e un grido di dolore: è tutto qui il primo tempo di Varese-Bari giocato da due squadre sì vivaci ma anche molto imprecise in fase di impostazione. I lampi, in ordine di tempo, portano la firma di Iunco, Ebagua e Zecchin mentre l’urlaccio arriva ahinoi dalla bocca di Neto che dopo soli 10′ prova ad arpionare un pallone con un’acrobazia e si fa male. Il brasiliano, fin troppo generoso (era una palla non determinante), prova a rientrare ma deve lasciare il posto a Eusepi così il tasso tecnico del Varese cala. Una brutta notizia per Castori in una serata in cui il centrocampo biancorosso non sprizza certo di idee. Dicevamo dei lampi, ovvero delle tre occasioni da rete maturate nella prima parte in cui le due squadre più che altro hanno dato l’impressione di rincorrersi ma non di colpirsi. Il primo a sfiorare la rete è stato il barese Iunco che al 25′ ha provato la conclusione improvvisa da lontanissimo: bordata precisa al pari dell’intervento di Bressan, bravo a volare e mettere in angolo. Il Varese si scuote e si rende pericoloso solo negli ultimi minuti e al 40′ sfiora il vantaggio con Ebagua: il nigeriano conquista di forza un pallone, tocca per Eusepi che chiude il triangolo per Giulio il quale in acrobazia centra il palo con un tiro violento. Poco dopo il centravanti manda ancora in confusione Polenta ma senza risultati mentre al 44′ è Zecchin a far gridare al gol: punizione (conquistata da Grillo) battuta di sinistro e Lamanna bravo a tuffarsi in tempo per evitare guai.
LA RIPRESA – Il Varese appare più convinto a inizio ripresa, pur restando un po’ confuso in fase di impostazione. Serve il colpo risolutivo e arriva al 9′ quando i biancorossi guadagnano un corner battuto magistralmente da Nadarevic verso il centro dell’area: lì si alza in volo Ebagua che colpisce violentemente di testa e fa secco Lamanna. Il centravanti festeggia ancora mimando il gesto del toro mentre quasi tutto lo stadio esplode nel grido “Giulio Giulio”: secondo gol stagionale dopo il rigore di Modena e un altro calcio alle polemiche.
Il gol galvanizza il Varese che poco dopo sfiora il raddoppio con Eusepi, ben lanciato in contropiede: il suo diagonale è toccato da un difensore e si spegne di un soffio fuori dallo specchio della porta. Anche Kone, dopo quasi 60′ impalpabili, prova a farsi vedere e al 13′ si infila in area a cento all’ora: lo affronta Ceppitelli che lo mette giù ma l’arbitro lascia correre tra le proteste.
Il Bari non ha però il volto del pugile suonato e ci prova con il proprio giocatore più in forma, Antimo Iunco, che al 23′ approfitta di una palla vagante e scarica una bordata da vicino che Bressan riesce comunque a respingere. L’attaccante pugliese ci riprova con un tiro a rientrare dal limite che si spegne di poco fuori mentre viene fermato dal fuorigioco al 34′ solo davanti al portiere. In situazioni simili però, un contropiede può essere fatale e il Varese ne organizza uno perfetto: Ebagua rilancia in direzione di Eusepi che prima va verso la porta, poi si allarga e serve l’accorrente Kone che può festeggiare il terzo gol in tre partite con la maglia biancorossa.
Sembra finita e invece, dicevamo all’inizio, il veleno sta nella coda: Torrente butta nella mischia anche Borghese e ringrazia il suo capitano Caputo che al 42′ sale in cielo per inzuccare in rete un preciso corner dalla destra. Un pugno in faccia inatteso per il Varese che a quel punto crolla: Troest si deve far ammonire per fermare un avversario e sulla punizione successiva Borghese va in gol dopo la respinta di Bressan, ma arbitro e guardalinee annullano per fuorigioco. Pericolo scampato? Nemmeno per sogno: altra palla buttata nella metà campo di casa, cross preciso del solito Iunco e stavolta Borghese è in posizione perfetta per insaccare alle spalle del portiere. Eppure, prima del fischio finale, è ancora il Varese ad avere il colpo di coda: cross spiovente in area e tocco netto di mano da parte di Polenta. Sarebbe rigore ma l’assistente Del Giovane, più ancora dell’arbitro Giancola, guarda da un’altra parte e nega il penalty. Finisce 2-2 tra rabbia e rimpianti, mentre il gruppetto di tifosi baresi fa una gran festa in curva sud. Per loro è un punto guadagnato, per il Varese sono due punti persi.
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