“Frontalieri ascoltateci, stiamo lottando per voi”
Un lettore scrive al sindaco Roncoroni: «Benvenga la solidarietà delle istituzioni, scoraggiante l'indifferenza dei diretti interessati»
Pubblichiamo la lettera aperta di un cittadino al sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni
Caro Sindaco di Lavena Ponte Tresa Le scrivo…
Perché ho assistito all’incontro che la Sua amministrazione ha organizzato per sollevare una questione che, rischia di diventare una vera bomba ad orologeria, e, in questo momento storico non possiamo più permetterci errori. Benvenga la presa di posizione delle istituzioni più vicine ai frontalieri, in questo caso i Comuni e i Sindaci. Ma il capolavoro, e bisogna rendervi merito, penso sia stato riunire attorno a un tavolo tutte le organizzazioni sindacali (evento rarissimo) insieme alle autorità politiche che governano il territorio tra cui la Comunità Montana, ma anche chiamando alla “lotta” i lavoratori che stanno subendo un torto gravissimo da parte dell’I.N.P.S. Questo grido d’allarme lanciato tutti assieme dà l’idea della gravità del problema. Come giustamente illustrato dai rappresentanti sindacali, una legge europea recepita da tutti gli stati confinanti, impone all’I.N.P.S. il compito di organo esecutore e non il libero arbitrio di stravolgere le direttive nazionali prima ed europee dopo. I soldi che vengono dati loro servono esclusivamente per indennizzare i frontalieri che rimangono senza lavoro, dal momento che sono prelevati dalle loro buste paga esclusivamente per quella destinazione, chiamata cassa integrazione straordinaria. E’ una grave infrazione sottoporre a regime di cassa integrazione ordinaria questa fascia di lavoratori proprio in virtù degli accordi internazionali firmati con la Confederazione Elvetica. Chi volesse acquisire ulteriori informazioni sulla vicenda può farla nelle sedi preposte. Io volevo soffermarmi sugli aspetti politici della vicenda. Perché mi ha colpito il suo racconto dei numerosi finestrini che, durante il “volantinaggio” non si sono abbassati per ricevere il volantino informativo che invitava alla interessantissima serata. In effetti si parlava di un problema che riguarda tutti, non ha colore politico, non riguarda uno schieramento piuttosto di un altro, non è di sinistra o di destra. Hai il permesso “G”, sei un frontaliere, ti stanno offrendo la possibilità di un riscatto e tu non abbassi neanche il volantino di invito alla serata. Si caro Sindaco, io da attivista da organizzatore di banchetti e di volantinaggi conosco benissimo questo atteggiamento. Tante volte non mi hanno ascoltato, mi hanno deriso a volte anche insultato, eppure erano iniziative per i beni comuni e per il bene di tutti. Io a questa categorie di persone penso ricordando Gramsci e la sua visione di Città Futura, e li colloco nella fascia degli indifferenti. Ecco caro amico Sindaco, ha provato e toccato con mano il peggior nemico di un popolo: L’INDIFFERENZA.
Da parte mia è subito risultato evidente che anche stavolta farò fino in fondo la mia parte di cittadino impegnato e di frontaliere, informando, chiedendo la partecipazione e invitando più persone possibili ad aderire alla petizione partita proprio l’altra sera che prevede una raccolta di firme da portare sul tavolo del Ministero a Roma, chiedendo al Governo il rispetto della legge. In verità ho già cominciato nell’azienda in cui lavoro e devo dire che ho avuto un buon riscontro, segno evidente dei tempi che stanno cambiando. Forse proprio prendendo coscienza che non si può sempre delegare, non ci si può solo lamentare, non si può sempre stare a guardare. Occorre invece difendere a denti stretti i diritti acquisiti con lotte e sacrifici, soprattutto se per averli si sono già adempiuti i propri doveri.In questo caso dai lavoratori frontalieri, viene detratto mensilmente l’1,1 % del loro salario,dunque occorre che sia garantita loro la corrispondente indennità in caso di licenziamento,proprio in virtù del fatto che autonomamente ne garantiscono la copertura finanziaria. A questo punto da parte mia oltre ai ringraziamenti per l’iniziativa anche la massima disponibilità a collaborare affinché questa battaglia di civiltà abbia buon esito e vada a buon fine. Sarebbe un bell’esempio di buona politica e riavvicinerebbe i cittadini alle istituzioni, rapporto che negli ultimi tempi e alla luce delle ultime sconcertanti vicende di mala politica, si è notevolmente incrinato.
Distinti saluti e buon lavoro.
Leggi anche – "Basta spremere i frontalieri", al via la raccolta firme
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