Sciopero benzinai, pompe chiuse dalle 19 di martedì
Nulla di fatto nell’ultimo incontro al ministero tra governo e parti sociali. “Chiusura degli impianti sia su rete ordinaria che autostradale il 12 e 13 dicembre”
Riduzione delle tasse sui carburanti, prezzi più bassi, no all’automatizzazione selvaggia degli impianti. Queste alcune delle motivazioni che si tradurranno nello sciopero nazionale dei distributori di carburanti confermato nel primo pomeriggio di oggi, 10 dicembre. Ci sarà tempo per fare rifornimento solo fino alle 19 di domani sera (11 dicembre), orario di inizio della chiusura degli impianti sulla rete stradale e autostradale, perché lo sciopero si protrarrà fino alle 7 del 14 dicembre.
Lo sciopero era ancora in forse nei giorni scorsi. Ma in seguito alla riunione svoltasi oggi tra il ministero dello Sviluppo Economico (Sottosegretario Prof. Claudio De Vincenti) e le Associazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc, che non ha prodotto alcun risultato utile, è stata confermata la chiusura degli impianti sia su rete ordinaria che autostradale. Inoltre è stato indetto un “pacchetto” di agitazioni sindacali che si svolgeranno in prossimità delle prossime festività. Inoltre mercoledì 12 dicembre alle 10.30 si terrà una manifestazione a Roma di fronte alla sede della Camera dei deputati.
“Il 12 e 13 dicembre – si legge in un comunicato a firma Faib-Confesercenti Fegica-Cisl Figisc/Anisa-Confcommercio – gli impianti di distribuzione carburanti resteranno chiusi su tutto il territorio nazionale.
I benzinai si riuniranno in assemblea, manifestando in piazza Montecitorio a Roma contro un sistema che distrugge ricchezza e posti di lavoro. Per far cessare le discriminazioni sul prezzo dei carburanti che colpiscono i gestori, per un prezzo più giusto e per la libertà di continuare ad essere impresa. Per richiedere la riduzione delle tasse sui carburanti, che sono le più alte dell’unione europea. Per difendere la gratuità dei costi di pagamento con moneta elettronica stabilita dalla legge e boicottata dalle banche, per la sicurezza dei gestori e dei consumatori”.
Tra le altre forme di protesta minacciate dai distributori vi è anche il "no rid day" – agitazione attraverso la quale ciascun gestore manderà "insoluto" il pagamento di una fornitura di carburanti, a titolo di parziale anticipo sull’adeguamento della propria remunerazione, in un giorno a scelta tra il 21, 22 e 23 dicembre prossimo.
Per la settimana tra Natale e Capodanno, inolte, i gestori preannunciano invece il rifiuto del pagamento con moneta elettronica (carte di credito e pago bancomat, "per protestare contro la pratica delle banche di sostituire la commissione sui rifornimenti fino a 100 euro – abolita per legge – con altre voci di costo a carico dei gestori".
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