Hout: la borsa con la colonna sonora

A dicembre ha debuttato Hout, un nuovissimo marchio di moda creato da due giovani designer di Samarate. Non solo accessori ma un progetto tra arte, musica e design

Si chiama Hout, con l’H davanti. È il nuovissimo marchio di moda firmato da Davide Piscitelli e Andrea Melillo, due giovani studenti dell’Accademia di Brera che, con passione ed entusiasmo, a dicembre hanno presentato la prima linea di borse e accessori, facendosi notare, in poche settimane, da riviste e blog di moda italiani e stranieri.
Provenienti da esperienze diverse – Liceo Artistico per Davide e percorso musicale per Andrea – i due giovani di Samarate hanno avuto quel pizzico di follia propria di chi crede fortemente nelle proprie idee, aprendo un’attività nel momento di crisi economica più seria e presentando molto di più che un accessorio di moda, ma un vero progetto di design, artigianato e moda.

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Come nasce Hout?
Il progetto nasce nei primi mesi del 2012. Diventa concreto a settembre e finalmente a dicembre lanciamo la prima linea di borse con il marchio Hout.

Che cosa vuol dire Hout?
È la parola “legno” in olandese. Per dare un nome al nostro progetto volevamo una parola legata ad una materia forte e vera come il legno, tradotta in una lingua scelta a caso su google translate. La fatalità ha voluto l’olandese e la scelta ci è sembrata azzeccata. Ha una musicalità simile all’inglese. È un suono che ti rimane in mente e piuttosto diffuso nel nostro linguaggio quotidiano ma la nostra parola con l’h davanti incuriosisce. Da qui nasce anche il nostro motto “If you want to be out, be HOUT!”.

Che tipo di oggetti producete?
Per il momento borse, zaini e porta Ipad. Mettiamo insieme i nostri percorsi per presentare non solo un oggetto ma un ambiente e movimento culturale, un piccolo ideale concreto. Non vogliamo solo creare un pezzo commerciale ma la nostra ricerca parte dal design dell’oggetto e dalla ricercatezza dei materiali. Le nostre borse hanno inserti, che non sono propriamente legati al mondo della moda. Per esempio la linea invernale chiamata Undergrowth (Sottobosco ndr) ha inserti di legno realizzati a mano da un falegname. E per le prossime linee abbiamo in mente inserti di cemento o plastica.

Il loro debutto è avvenuto sul web promuovendo le borse sulla pagina facebook e attraverso il negozio shop on line. Il successo ha portato ad avere anche un “vero” punto vendita a Gallarate Quarter Shop, il negozio più trandy della città con una linea di moda streetwear molto amata dai giovanissimi. Hout è uno dei pochi marchi italiani, visto che la maggior parte delle marche sono di stilisti stranieri.

Come è andato il debutto del marchio?
Siamo molto contenti, siamo appena partiti e abbiamo ricevuto richieste dall’Italia, ma anche dalla Russia e dalla Cina. Siamo in trattative con un rivenditore a New York e sarebbe molto importante approdare sul mercato d’oltreoceano.

È difficile essere dei giovani creativi nel campo della moda?
Noi crediamo molto nel nostro progetto. Non è facile, soprattutto se ti presenti come giovane stilista, però i riscontri ci sono e questo ci da la forza di andare avanti.

Il prossimo progetto?
Stiamo lavorando alla linea primaverile che sarà presentata in anteprima con un pezzo il prossimo 10 marzo a Milano all’evento organizzato in Corso Buenos Aires dagli studenti del NABA. Le nuove borse avranno inserti trasparenti. Poiché la contaminazione delle arti è una nostra caratteristica, vorremmo associare la collezione a una colonna sonora. Creare brani scaricabili dal web che completano il progetto.

La vostra prima campagna pubblicitaria è controtendenza rispetto al mercato?
Il nostro testimonial è Pietro Tenconi, un grande designer di 88 anni, che si è prestato volentieri a dimostrare quanto i nostri prodotti possano essere portati da tutti. Il suo contributo è stato anche molto importante per il nostro lavoro, ci ha dato consigli utili. La campagna è stata curata da Luca Giani che si occupa di tutto quello che è immagine, foto, video e shooting.

Siamo sicuri che sentiremo ancora molto parlare di Hout, un progetto che unisce gli ideali e le passioni dei due giovani designer.

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Pubblicato il 22 Febbraio 2013
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