I lavoratori della “Rossi di Albizzate” di nuovo in sciopero
Dopo quello di dicembre, nuovo presidio dei dipendenti. Rizzi (Cgil): «Siamo in attesa degli stipendi di tre mesi. Confidiamo in un incontro con la proprietà settimana prossima»
«Si potrebbe fare un copia-incolla di quello scritto a dicembre». Come otto mesi fa, i dipendenti del mobilificio Rossi di Albizzate sono tornati in presidio davanti all’azienda. Da mercoledì 17 luglio i lavoratori – alcuni negli ultimi mesi sono stati chiamati a lavorare nonostante la crisi aziendale, altri invece sono in cassa integrazione da tempo – hanno incrociato le braccia e appeso uno striscione sulla siepe di accesso all’azienda. Scritta rossa su campo bianco: "Basta promesse, vogliamo i nostri soldi".
«Dopo aprile non ci sono stati più pagamenti – spiega Stefano Rizzi di Fillea Cgil – nonostante l’azienda avesse promesso un bonifico per il lavoro di maggio. Ora quindi i lavoratori hanno deciso di chiedere con fermezza quello che spetta loro: l’opera prestata va retribuita». Per questi tre giorni di sciopero i dipendenti hanno scelto una protesta con toni sobri, «perchè l’obiettivo – spiega Rizzi – non è certo quello di danneggiare
l’azienda, anzi, ma di cercare ilconfronto». Rizzi e i lavoratori contano di poter infatti incontrare la controparte già settimana prossima.
La Rossi di Albizzate è un marchio
storico della zona: con la crisi però, come in molte altre realtà, la situazione è peggiorata e le commesse sono diminuite. Da circa tre anni l’azienda ha quindi iniziato a fare ricorso agli ammortizzatori sociali per i 32 dipendenti fra impiegati e operai. L’amarezza fra di loro è tanta: sono tutti dipendenti dell’azienda da molti anni, per alcuni la vita lavorativa è iniziata 42 anni fa proprio fra queste mura.
Per chi passa fuori, la crisi è evidente da un dettaglio: il grande prato davanti allo stabilimento, un tempo sempre perfetto, da mesi ormai è poco curato. «Vogliamo capire – conclude Rizzi – che cosa ha intenzione di fare quest’azienda storica e che prospettive ci sono per i lavoratori. A ottobre infatti scadono le settimane residue di cassa integrazione che l’azienda può utilizzare. A dicembre 2012 avevano ventilato l’ipotesi di una cessione o di una partnership con altri marchi, ma non abbiamo più saputo nulla».
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