Cimberio, la vittoria è un miraggio. Brindisi ringrazia e domina
Quarto ko di fila tra coppa e campionato: finisce 71-85 ma Varese crolla fin dal primo tempo. Inutile la reazione di inizio ripresa. Coleman rinuncia a giocare: urge il taglio
Un tratto di partita giocato così male dalla Cimberio al PalaWhirlpool non si vedeva probabilmente dall’orrenda stagione 2007-08, culminata con una sacrosanta retrocessione in LegaDue. In 20′ Varese concede 49 punti e autostrade in attacco a Brindisi senza uno straccio di idea in attacco, situazione che permette ai pugliesi di mettere fieno in cascina ben amministrato nella ripresa sino al netto 71-85 conclusivo.
Risultato che non fa una grinza: l’Enel è più precisa (62% da 2 e 42% da 3 contro i miseri 47 e 23% di Varese), più atletica, più massiccia e più determinata. Quest’ultimo punto è il più grave perché la squadra di Frates al di là dei limiti tecnici è crollata anche sotto il profilo della personalità, facendo arrabbiare un pubblico di Masnago che ha cercato a più riprese di sostenere Polonara e compagni. Fino a che qualcuno – gli ultras – si è stufato ed ha ritirato gli striscioni prima di lasciare la Curva Nord (foto).
Quella con Brindisi è la quarta sconfitta consecutiva tra Italia ed Europa, la seconda di fila a Masnago, la nona in 13 partite ufficiali. E la terza senza Aubrey Coleman, che da punta di diamante dell’attacco si è involuto in palla al piede di squadra e società: oggi sembrava destinato a giocare almeno qualche minuto ma nella seduta mattutina di tiro ha lasciato il parquet e messo la caviglia nel ghiaccio. A questo punto Varese deve pensare concretamente al suo taglio, anche se risolvere questo problema sarebbe solo il primo passo; chiunque arrivi – se si decidesse il divorzio – dovrebbe infatti fondersi con un
Clark tornato una sciagura per i propri compagni e tifosi. E poi si potrebbe parlare di Scekic (11′, zero tiri) e di Frates, inviso a parte del pubblico e fischiato in diverse occasioni. Dalla bella vittoria con Avellino sembrano passati secoli, invece sono solo due settimane. In cui la casa biancorossa ha iniziato a scricchiolare pericolosamente.
COLPO D’OCCHIO – Palazzetto pieno per assistere al match tra Cimberio ed Enel Brindisi, che qui non ha mai vinto (prima di oggi) ma che arriva a Masnago con il grado di capolista della Serie A, seppure non solitaria. Il momento più bello della serata è la premiazione di Joe Isaac, coach di una bellissima DiVarese (il contrario di quanto si è visto in campo…) inserito nella Hall of Fame della storia biancorossa. Tanti anche i supporters brindisini, alcuni giunti dalla Puglia e altri immigrati al Nord.
PALLA A DUE – Un’assenza per parte alla lettura delle formazioni: Frates deve rinunciare ancora una volta a Coleman e manda Rush in quintetto, Bucchi è costretto a non schierare l’infortunato Snaer e parte con Formenti a supporto del bomber Dyson.
LA PARTITA – Il buongiorno si vede dal mattino… per l’Enel: pronti-via e gli ospiti sono avanti 10-2, con percentuali da tre punti (2/2 di Formenti, tanto per fare un esempio) che crescono con il passare dei minuti. Frates panchina impietosamente un Polonara disastroso e si affida a Sakota, uno dei pochi a salvarsi. La prima sirena è già implacabile, 18-29, un trend che non migliora dopo il breve intervallo.
Todic colpisce da sotto e da fuori e a metà periodo Varese subisce l’umiliazione del doppiaggio: 21-42. Il secondo parziale è altrettanto pesante, 29-49, appena lenito dai tiri pesanti di Sakota.
Nell’intervallo i muri dello spogliatoio di casa tremano per gli urlacci e l’impatto di inizio ripresa è finalmente positivo per la Cimberio. Bucchi spende un timeout dopo 50” che non basta a fermare Hassell ed Ere, bracci armati di una Varese finalmente incisiva. La rimonta prende forma e arriva sino al -10 con il capitano autore di un paio di grandi canestri, ma un minibreak ospite torna a spingere lontano Varese. E quando arriva la sospensione di Frates (47-62) i buoi sono già scappati. Aminu festeggia schiacciando al volo e al 30′ è 51-67.
IL FINALE – Gli ultimi 10′ non variano più l’andamento della partita perché Brindisi trova anche punti d’annata con Bulleri a segno addirittura in contropiede (4/4 dal campo). E in generale a ogni canestro di casa la Enel replica immediatamente, restando in controllo sino al 71-85 finale.
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