Tv Svizzera oltre confine? La direzione non ci sta
La Rsi ricorrerà contro la decisione del ministero dello Sviluppo economico che ha autorizzato il Comune a installare un ripetitore per far vedere ai propri cittadini i canali elvetici
La Direzione Rsi, la televisione della Svizzera italiana, ricorrerà in Italia contro la decisione del ministero dello Sviluppo economico che ha autorizzato il Comune di Maccagno a installare un ripetitore (a Cannobbio) r per far vedere ai propri cittadini i canali elvetici. «L’azione da parte della RSI – si legge sul sito della televisione – si è resa necessaria, prima di tutto, in considerazione della politica applicata dalla SRG SSR (Società svizzera di radiotelevisione) in casi analoghi e, d’altra parte, per opporsi all’illiceità di tale autorizzazione che potrebbe avere gravi conseguenze sugli accordi tra Rsi e i fornitori di licenze di diritti radiotelevisivi in esclusiva per la Svizzera, in particolare per quanto riguarda Sport e Fiction inseriti nel palinsesto. Programmi spesso visibili prima in Ticino e solo successivamente nei canali italiani». Alla base dell’azione della Rsi c’è soprattutto il fatto che «il provvedimento del ministero italiano non è mai stato discusso con la SRG SSR ed ora la Rsi lo ha impugnato chiedendo al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte (TAR) l’immediata sospensione cautelare, per evitare anche, come sta accadendo, che nuovi Comuni di frontiera si attivino per ottenere concessioni simili».
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