Il comune chiude per due settimane contro burocrazia e inefficienza dello stato
Con lo slogan "Adesso basta" l'amministrazione guidata dal sindaco Montagna ha cominciato una serie di iniziative di protesta
Le azioni di protesta del comune di Inarzo non si fermano e, contro le troppe inefficenze del rapporto tra stato, comune e cittadini, l’amministrazione di Inarzo annuncia la serrata del comune dal 23 dicembre al 6 gennaio.
Con lo slogan "Adesso basta" il comune guidato dal sindaco Montagna ha cominciato una serie di iniziative di protesta partite con l’annuncio della volontà da parte del comune di estinguere anticipatamente le quote capitali dei mutui con l’avanzo di bilancio 2012. Ora però la denuncia continua:
Spiega il comune con una not denunciando le troppe inefficienze:
2. La serie delle riforme avviate negli ultimi tre anni non ha riguardato, se non per piccole misu- re civetta, la sproporzionata burocratizzazione dell’attività amministrativa:gli enti lo- cali hanno l’esigenza di essere liberi nel definire come meglio gestire le risorse.
La situazione, accompagnata da una sostanziale e manifesta incapacità di individuare percorsi per affrontare la crisi economico-finanziaria e di predisporre importanti riforme in tutti i campi, non è più sostenibile.
Chiediamo al Governo ed al Parlamento di applicare e far applicare l’articolo 81 della Costituzione con una legge costituzionale che provveda a obbligare ogni ente alla singola sostenibilità finanziaria che a caduta determinerà la sostenibilità complessiva della finanza pubblica.
Per protestare contro le due misure sopra citate, l’Amministrazione comunale di Inarzo ha deciso di chiudere per due settimane il Municipio, dal 23 dicembre al 6 gennaio.
Saranno salvaguardati i servizi essenziali e la gestione delle emergenze attraverso la reperibilità a cui avrà accesso il Sindaco.
L’attività di protesta è stata concordata con il personale che nel periodo usufruirà dei giorni di ferie arretrati accumulati negli ultimi tre anni per soddisfare le richieste aggiuntive del Governo che hanno riguardato la fornitura di dati statistici, finanziari e strumentali al MEF e la predisposizione dei nuovi tributi locali (IMU e TARES) che ora saranno da buttare in toto.
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