Ferita a colpi d’ascia, chiude in auto l’aggressore
Il racconto del terribile tentato omicidio. La donna doveva incontrare il commercialista per chiarire una vicenda di assegni scoperti: ha avuto sangue freddo, aiutando i carabinieri
Ha parato il colpo di un’accetta con il palmo della mano, poi è scappata sanguinante. Quando ha sentito le sirene dei carabinieri, ha girato l’auto ed è tornata indietro, decisa a far arrestare il suo aggressore. Lo ha trovato mentre stava scappando, lo ha calmato, lo ha convinto a salire nella sua auto, con la scusa di andare insieme all’ospedale, fingendo che non avrebbe raccontato nulla dell’aggressione. Infine: lo ha chiuso dentro la macchina, e lo ha bloccato, in attesa che i carabinieri lo arrestassero. E’ incredibile il sangue freddo che ha mostrato la donna di 42 anni aggredita ieri a Samarate in via san Rocco. Il commercialista, alla fine, era praticamente in trappola. L’uomo, 53 anni di Lesmo (Mb), L.G., si trovava nella vettura della sua vittima, che, opportunamente, dopo averlo convinto a salire, aveva accostato contro un muro, per bloccare la discesa del passeggero. I carabinieri hanno trovato l’uomo e lo zainetto dove era contenuta l’accetta, ancora sporca di sangue. La vittima mostrava un taglio profondo alla mano. Ascoltato poco dopo, il commercialista ha ammesso di averla colpita, anche se dovrà ora raccontare al gip come stiano davvero le cose.
All’origine dell’aggressione, la paura di trovarsi in un grosso guaio e con la carriera rovinata. L’uomo aveva preso appuntamento con la cliente, nella casa di via san Rocco, un appartamento costruito nel 2012 da una società edile di cui il commercialista è amministratore. La cliente, che risiede con il compagno a Castano Primo, lamentava il fatto che l’appartamento non fosse mai stato completato; mancavano infatti diverse rifiniture e soprattutto era inattivo l’impianto di riscaldamento. La 42enne aveva già versato 90mila euro e chiedeva una transazione. Prima dell’incontro di ieri, vi era già stato un chiarimento: il professionista, a quanto pare, aveva restituito i soldi alla cliente: metà in contanti, e metà in assegni. Tuttavia, gli assegni erano risultati scoperti. La donna si era accorta, e l’incontro di Samarate doveva servire a chiarire definitivamente la vicenda. All’incontro però l’uomo ha portato l’accetta. Pare che il suo piano fosse il seguente: ritirare dalla donna gli assegni, e promettere che avrebbe trovato un modo per pagare, insabbiando il raggiro. Ma la cliente non ha voluto.
L’AGGUATO
Nel mezzo della trattativa si è recata in cucina e ha preparato un caffè. Mentre era voltata, il professionista, impazzito, si è avvicinato e l’ha colpita di piatto alla nuca. Come in film horror, la signora si è voltata, ma lui le ha sferrato un colpo, questa volta con la lama, che la vittima ha parato con la mano, procurandosi un taglio (prognosi 10 giorni). L’aggressore ha infine tentato di strozzarla: la 42enne si è divincolata ed è scappata in strada. Quando ha sentito le sirene, forse intuendo che il suo aggressore era intontito, è tornata indietro e ha contribuito con coraggio alla cattura.
L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Samarate, per tentato omicidio aggravato, lesioni personali aggravate, e possesso di oggetti atti a offendere. Sembra avesse anche dei debiti.
Nella gallery, l’arma e gli uomini del comandante Antonio Spinnato di Busto Arsizio
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