Pgt, la città si “mangia” il bosco di via Giusti?
L'assessore Bilardo spiega che si tratta solo di una delle ipotesi da sottoporre al confronto pubblico, ma sull'area c'era già stato un forte scontro in passato
L’assessore Alberto Bilardo cerca di dare rassicurazioni ma il futuro dell’area boschiva di via Giusti è già diventato oggetto di uno scontro politico che vede la levata di scudi delle opposizioni. Al centro della polemica ci sono le operazioni di modifica del piano di governo del territorio di Somma Lombardo, il documento che definirà le linee di sviluppo della città per il futuro.
La Giunta sommesse, guidata dal sindaco Guido Colombo, ha votato un procedimento che rappresenta l’inizio delle operazioni di studio e tra le voci indicate ci sono anche la modifica del perimetro di iniziativa comunale, quell’area all’interno della quale il comune può stabilire ulteriori linee di sviluppo della città. E tra le aree di espansione ipotizzate dall’assessore c’è anche un’area di circa 200mila metri quadrati posta lungo la via Giusti tra il centro abitato e l’aeroporto. Un’idea già ipotizzata in passato e oggetto di un forte scontro politico, perciò tanto è bastato a riaccendere la miccia.
L’assessore Bilardo descrive lo scenario, «nell’ipotesi che
il territorio di Case nuove venga inglobato da Malpensa noi potremmo avere un problema. Nel piano d’ambito il territorio di Case Nuove potrebbe aprirsi a nuovi sviluppi, la Regione ipotizza un outlet ma ci sono in ballo anche una zona uffici o altre destinazioni. In ogni caso la città di Somma Lombardo senza Case Nuove potrebbe non avere più alcuna area di sviluppo e per questo stiamo cercando di individuare altre aree da inserire nel pgt in grado di garantire le necessarie possibilità di espansione futura».
In quest’ottica l’assessore spiega di essere impegnato nell’individuazione di tali aree: «attualmente stiamo andando per esclusione: intorno a Mezzana ci sarebbe un’area ma essendo una zona umida va tutelata e non può essere edificata, anche nell’area sopra il Panperduto dove c’è stata la frana non è possibile. Insomma rimangono 2 o 3 aree ancora da definire e il mio compito adesso è individuarle e aprire il confronto con i partiti». Un confronto che Bilardo annuncia come il più «trasparente e aperto possibile a tutte le istanze di cittadini e politica».
Ma l’area è di quelle sensibili, già 7 anni fa era stata inserita nello studio per il pgt quell’ipotesi e solo due anni fa arrivò il passo indietro per il parere contrario del Parco del Ticino. E ora due membri importanti del Partito Democratico, Jimmy Pasin e Francesco Calò, gridano già alla minaccia di cementificazione di un polmone verde importantissimo. Il confronto è appena iniziato.
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