La musica ci salva quotidianamente dal mondo
Il nuovo, originale, cd di Raffaella e Natascia Gazzana per la Ecm di Manfred Eicher: un omaggio a Walton e Poulenc
L’Italia di Raffaella e Natascia Gazzana, pianoforte e violino, è solare ma spigolosa. Mediterranea la passione, trasparente ma compatto il suono, energico il tocco. È questo che accade nell’ultimo cd del duo registrato per la Ecm (distribuzione Ducale Dischi) all’Auditorio della Radiotelevisione svizzera a Lugano e dedicato alle forme musicali antiche nella musica del XX e XXI secolo. Una falcata di tensione dove la sobrietà si fa sinonimo di profondità. E l’Italia si trasforma in spicchio di mondo dove tutto suona. Padre calabrese (con famiglia dalle lontane origini persiane) e madre ciociara: Raffaella e Natascia sono «il frutto dell’Italia, anche se la nostra formazione musicale e le nostre esperienze più importanti hanno avuto luogo a Losanna, Ginevra e Berna. È inevitabile che il nostro vissuto e le nostre origini si rispecchino nella musica, ne siamo consapevoli, ma accade del tutto involontariamente».
Così, quando suonano il legno degli strumenti rilascia carezze o stacca schegge. A maggior ragione nel repertorio contemporaneo, che per risultare al meglio richiede una sorta di castità interpretativa: ciò che fai non è per sempre, perché è come se ad ogni tappa si ricominci da capo. Ogni esperienza precedente, ne genera una successiva: ed è così che ci si deve avvicinare alle registrazioni delle due sorelle. Liberare la mente da tutto ciò che ostacola e complica il messaggio. Da qui ha inizio l’intervista.
Per voi la musica si proietta sempre verso l’alto, ed è come se tra le vostre mani crescessero germogli di note: mai solleticate dall’idea di titolare questo cd?
«Molto evocativa la sua immagine, grazie! L’omissione di un titolo per il cd ha il pregio di
non influenzare l’ascoltatore, ma piuttosto sollecitare una fruizione della musica senza
condizionamenti».
Parliamo del rapporto tra Schnittke, Poulenc, Silvestrov, Walton e Dallapiccola: i
compositori in scaletta. Così tanti stili da uscirne pazzi: come si può dare unicità alla
diversità?
«Le opere nel cd sono incentrate sull’utilizzo di forme tratte dall’antico, ma rivisitate in
chiave moderna. Così Walton utilizza una delle prime forme specificamente strumentali, la
cinquecentesca Toccata, nello stile di improvvisazione. In essa si respira la ventata delle novità
apportate dal Novecento e non rinuncia a toni jazzistici che dominano il dialogo tra i due strumenti: quest’ultima caratteristica ci sembrava quanto mai appropriata per l’etichetta ECM!. Schnittke, Dallapiccola (Sonata in La minore per violino solo di Tartini), Silvestrov utilizzano forme, stili, prassi dell’antico ma con armonie moderne e dissonanze.
E Poulenc?
«La Sonate è solo apparentemente esclusa dalla logica della rivisitazione dell’antico: infatti, la
forma della sonata nella quale è scritta non è altro che l’evoluzione di stilemi compositivi più
semplici e precedenti la sonata – Toccata, Suite, Divertimenti e Variazioni – trattati con vitalità,
impeto, stile improvvisato, non disgiunti da una certa liricità. Va anche aggiunto che nel 2013, anno dell’incisione del cd, ricorrevano due importanti celebrazioni: i 50 anni dalla morte di Poulenc e i 30 dalla scomparsa di Walton. Abbiamo voluto rendere il nostro personalissimo omaggio a questi due grandi musicisti.
Il rapporto dell’interprete con il tempo (qui ci interessa quello storico, non quello musicale) può essere conflittuale. L’interprete deve lasciarsi attraversare dal tempo, per poterlo dominare, oppure è lecito afferrare dalle tante epoche ciò che più ci somiglia?
«È difficile, se non impossibile dominare il tempo: entità al di sopra di noi, motivo propulsore
delle nostre vite, nelle sue articolazioni di passato, presente e futuro. L’interprete ha il dovere di
percorrere il tempo anche a ritroso, immergendosi nelle epoche dei compositori per i quali si fa da tramite al pubblico. Può farlo attraverso la lettura, la documentazione su periodi storici più o meno lontani, cercando nel passato l’origine di forme e modi giunti fino a noi sostanzialmente uguali, ma plasmati dal tempo.
Quale è stata la vera sfida di questa selezione: cercare il punto in comune tra i diversi brani, oppure esaltare ciò che distingue l’uno dall’altro?
«La ricerca di un fil rouge tra i diversi brani è alla base della scelta del repertorio proposto nel cd. La sfida risiede nel caratterizzare stilisticamente ogni singolo pezzo».
Può accadere che due teste abbiano opinioni diverse sull’interpretazione di un brano: è
accaduto in questo disco?
«La forte unione come sorelle, su un piano spirituale, porta necessariamente a un’ottima intesa
e affiatamento sul piano musicale. Discutiamo e parliamo con serenità dei brani che andremo a
interpretare».
Ho ascoltato più volte il “Presto Tragico” dalla sonata di Poulenc: la scioglievolezza della lettura sembra lasciare decantare il lato ombroso della composizione sino a trasformarlo in fiabesco: è possibile?
«Poulenc era un parigino doc e nella sua musica rispecchia tutta l’energia, l’eleganza e lo spirito
della sua città. La Sonata per violino e pianoforte è una pagina scritta durante l’occupazione
nazista della Francia e dedicata al poeta Federico García Lorca, assassinato durante la guerra
civile spagnola. Le indicazioni del compositore sono spesso il segnale di un forte dramma in atto: tragico, violento, brusco, appassionato…e così pure le dinamiche. Il “Presto Tragico”, terzo e conclusivo movimento, come tutta la Sonata, rispecchia la mediazione tra il particolare sentire di un compositore fortemente amante della vita e gli aspetti più devastanti dei tempi che si trovava a vivere».
Sappiamo quanto sia difficile, ancora oggi in Italia, penetrare l’interesse del pubblico con la musica contemporanea: il Duo Gazzana come risolve il problema?
«L’ingiustificato e scarso interesse per la musica contemporanea è sicuramente una pecca del
panorama musicale italiano. Cerchiamo di aggirare l’ostacolo proponendo, nei nostri recital, il
repertorio “tradizionale” affiancato da composizioni di musica contemporanea o, comunque, poco eseguite in pubblico ma altrettanto degne di essere ascoltate».
Un aggettivo per descrivere, a modo vostro, ciascun brano inserito nel disco: evitiamo,
ovviamente, fantastico, eccezionale, bello…
«Schnittke è ironico, Poulenc focoso, Dallapiccola sottile e magico, Silvestrov evocativo e Walton vulcanico».
Quale è la linea di congiunzione tra musica barocca e contemporanea: la licenza ad improvvisare?
«Certamente si, ma entro schemi ben precisi».
William Walton non è un compositore che si ascolta spesso: cosa vi attrae, di più, della sua musica?
«Siamo particolarmente legate alla musica di William Walton, di cui per altro abbiamo eseguito tutta l’opera per violino e pianoforte (Sonata, Toccata e Two pieces). Amiamo la sua musica, intensa e spesso nostalgica. Più volte siamo state invitate a tenere concerti ne “La Mortella” di Ischia, sede della Fondazione W. Walton e residenza di Sir W. Walton e Susana Walton. A quest’ultima siamo state unite da vincoli di stima e di affettuosa amicizia. In occasione del centenario della nascita di W. Walton nel 2002, alla presenza del Principe Carlo d’Inghilterra, patrocinatore della Fondazione W. Walton, abbiamo eseguito in concerto alcuni suoi brani: l’evento è ricordato con una targa posta all’ingresso della villa. La revisione critica della Toccata è stata anche oggetto di studio della tesi di laurea di Raffaella. Grazie alla generosità di Lady Walton, abbiamo avuto accesso agli archivi e potuto consultare il manoscritto della Toccata e molto materiale che la riguarda. Lady Walton, poi, ci ha dato il compito di diffondere questo pezzo giovanile e pressoché sconosciuto del marito. Alla sua memoria dedichiamo la registrazione della Toccata».
La musica salverà il mondo?
«La musica ci salva quotidianamente dal mondo»
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.