Expo: domiciliari per l’ex responsabile del padiglione Italia
Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Antonio Acerbo, ex responsabile di primo piano di Expo 2015. L'uomo è accusato di corruzione e turbativa d'asta, ai domiciliari anche gli imprenditori Domenico Maltauro e Andrea Castellotti
È passato circa un mese da quando Antonio Acerbo, l’ex responsabile del Padiglione Italia di Expo
ha ricevuto un’informazione di garanzia con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta, provocando l’ennesimo scossono al già traballante management della società Expo.
Ieri, 14 ottobre, Acerbo è finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta dei pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio insieme all’imprenditore Domenico Maltauro e ad Andrea Castellotti, manager della società Tagliabue.
I reati, secondo l’accusa, sarebbero stati commessi a Milano tra il 2012 e il luglio del 2013 in relazione all’appalto per le vie d’acqua, un progetto che avrebbe dovuto collegare la città di Milano con il sito espositivo di Rho. Sotto la lente degli inquirenti erano finiti alcuni contratti di consulenze sospette tra cui quello fatto ottenere al figlio (ora indagato per riciclaggio) da circa 30 mila euro. Nei giorni scorsi Acerbo si era dimesso dalla carica di sub-commissario Expo e da quella di responsabile del Padiglione Italia. Il giudice per le indagini preliminari Fabio Antezza ha posto, accogliendo la richiesta della Procura, ai domiciliari anche il cugino dell’imprenditore Enrico Maltauro e Andrea Castellotti, impegnato nei lavori per il Padiglione Italia. Il gip ha respinto invece la nuova richiesta di arresto per Enrico Maltauro da poco rimesso in libertà.
«Non ho nessun commento da fare» ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione della notizia dell’arresto ai domiciliari di Antonio Acerbo.
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